Stamattina, come ogni mattina, mi sono recata alla solita edicola dove tutti i giorni compro i miei due quotidiani, la Gazzetta di Parma e Repubblica. Stamattina do il benvenuto alla signora che gestisce l'edicola con il marito e che era fino a ieri in ferie (sostituita da un fedele, folcloristico ed affidabile personaggio) da più di un mese. L'edicolante è una bella signora cinquantenne alta bionda e prosperosa, straniera dell'Est (l'abbiamo sempre ritenuta romena, ma ci è venuto il dubbio che sia in effetti bulgara) con marito italiano ed è tornata al suo paese per le ferie. Parla un buon italiano con accento importante ma non fastidioso e ben capibile e cade nell'errore comune ogni tanto di non coniugare il tempo del verbo usandolo all'infinito, tipico di chi ha imparato la lingua fuori dai banchi di scuola (anche le nostre allieve del corso di italiano lo fanno spesso).
Al mio bentornata ha mostrato (stranamente, di solito è gentile ma non loquace) voglia di raccontare: è tornata per sistemare cose nelle case e terreni che possiede e la mamma ottantenne che ora vive con la famiglia del fratello perché dopo la morte del padre cinque anni fa, vivendo da sola, aveva cominciato a mostrare segni di (e qui il tipico gesto di portare l'indice alla tempia) e allora lei ha detto al fratello che doveva andare a vivere a casa della mamma e lei non voleva niente della casa - non ne ha bisogno - purché lui e sua moglie curassero la mamma e che il paese è un disastro non c'è più niente e non funziona più niente colpa di quei delinquenti dei politici che a me non me ne piace neanche uno anche di quelli italiani e adesso sarà un disastro perché a gennaio entrerà in vigore l'euro (e qui ho avuto il colpo di fulmine: la signora è bulgara, non romena!) e non c'è più niente e tutti i paesi intorno stanno così.
(io cercavo di inserirmi in qualche momento per esempio dicendo che magari con l'euro la situazione sarebbe migliorata e che ci sono paesi vicini - intendevo la Russia - messi molto peggio, ma era sostanzialmente un monologo, un fiume di parole di sfogo, non di ragionamento)
"E poi devono risolvere il problema di questi immigrati, se no non ci salteremo fuori e sarà sempre peggio" . La guardo con faccia stupita, per me lei è un'immigrata, ma prosegue chiarendo il pensiero "perché questi africani e arabi e cinesi che c'è pieno non c'è niente da fare, non saranno mai europei".
Per fortuna arriva un'altra cliente, quindi con i miei giornali sottobraccio saluto e me ne vado. Risalgo in macchina sorridendo e pensando che in effetti i punti di vista sono molti, alcuni molto particolari...
Nessun commento:
Posta un commento