mercoledì 24 settembre 2025

AHIMè - AHINOI

 

Stamattina facendo colazione ascoltavo Omnibus su la 7 e ovviamente il tema del giorno verteva sul discorso delirante ed arrogante di Trump ieri all'Assemblea ONU. Oggi i giornali titolano "Schiaffi all'ONU e all'Europa" e amenità di questo genere. I commentatori erano bravi e qualificati.

Io mi sentivo molto infastidita, ma non tanto dal discorso di Trump, quanto dal fatto di essere lì a commentare e ad ascoltare i commenti. Ho pensato a come definire meglio il discorso di Trump e finalmente ho trovato l'aggettivo, mi è venuto in inglese childish, infantile, e ho cominciato a ripescare nelle reminiscenze degli esami di psicologia evolutiva di tantissimi anni fa. Infantile innanzi tutto perché imbibito di egocentrismo, che è l'incapacità del bambino di vedere i punti di vista degli altri.  Il bambino nella sua fase dello sviluppo cognitivo presuppone che la sua visione del mondo sia la stessa di quella degli altri. Inoltre, durante l'infanzia, di solito non si è in grado di distinguere tra ciò che è soggettivo e oggettivo. Il bambino è ancora egocentrico ed ego-riferito, sta imparando gradualmente a separare sé da ciò che è al di fuori da sé e attribuisce a se stesso tutto ciò che avviene e sviluppa il pensiero magico: uno strumento fantastico da utilizzare per rendere la realtà più vicina, più comprensibile, denominandola e concependola a proprio uso e consumo senza alcuna attinenza ai fatti, ma solo ai proprio desideri. E ancora un'altra caratteristica del pensiero infantile è presente in Trump: i bambini parlano molto, prevalentemente a se stessi, per rielaborare una realtà che è piena di stimoli emotivi che non capiscono e non padroneggiano. 

Ecco, queste sono secondo me le caratteristiche del discorso di Trump e per questo mi  sentivo infastidita dai commenti: il discorso infantile in genere non si commenta, si prende solo come fase evolutiva per quando i bambini cresceranno e come utile strumento di di crescita. Ma questo non cresce. E non solo, anche se é  praticamente superfluo sottolinearlo, sono totalmente assenti in Trump l’innocenza e l’amorevolezza dei bimbi.

Risolini imbarazzati dei commentatori, perfino di quelli in quota "destra", mi hanno confermato che in parte questo pensiero, non dicibile, serpeggiava anche tra di loro - ma veniva continuamente ripetuto che Trump è il Presidente degli Stati Uniti e per quanto impossibile commentarlo, il suo discorso bisognava comunque commentarlo.

Alla fine, ho capito la fonte primaria e più nascosta del mio profondo fastidio: ciò che maggiormente mi infastidisce è che dopo Trump nessun leader mondiale si sia alzato a commentare "Bene, passiamo alla fase adulta. Cosa dobbiamo fare per questo mondo? qual è la realtà scientifica ed etica? Ne parliamo finalmente?".

Ahimè - ahinoi

Nessun commento:

Posta un commento