In margine alla Festa del Pomodoro del Pomodoro del Podere Stuard, alla Cena in Rosso celebrata in una magnifica sera d'estate, il professor Ballarini aveva già effettuato la sua conversazione sul pomodoro ("La storia dell'impiego del pomodoro nei piatti della cucina italiana") dal pomodoro arrivato in Europa come ornamento via via fino alle conserve e all'utilizzo odierno. Una conversazione deliziosa condotta da un accademico (sia professore emerito dell'Università di Parma, sia Accademico dell'Accademia Italiana della Cucina) con grande cultura umanistica e grande curiosità intellettuale. 98 anni di grande grazia ed esperienza.
Il Professore ha poi accettato (non era scontato data l’età molto avanzata) di rimanere per la Cena in Rosso, di cui è stato commensale vivace e simpatico della tavolata del Presidente del Podere. Una chicca però voglio citare in particolare. Ad un certo punto si è addentrato nell'etimologia della parola "cruscotto".
Ebbene, la parola cruscotto deriva come appare evidente, da “crusca”, la parte esterna del chicco di grano. Ma come mai? Perché era originariamente il nome della paratia frontale delle carrozze posta a protezione del cocchiere dal fango sollevato dai cavalli. Questa paratia, oltre a proteggere, fungeva anche da magazzino per i sacchi contenenti la crusca per alimentare i cavalli. Da qui il nome, poi “ereditato” dalle automobili per il pannello frontale della macchina.
Che bella storia! Commento di un amico commensale allo stesso tavolo, entusiasta “Cavolo, questa me la segno e farò un figurone a raccontarla agli amici”
Sere d’estate.

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