😂😂😂 Bellissimo!
(OK Boomer, Il Post, Michele Serra, 10 agosto 2026)
“….Spostiamoci un poco più a ovest, a Bologna. E indietro nel tempo di oltre trent’anni. Qui, nel ’92 del secolo scorso, il Comune aveva aperto i bandi per le case popolari alle coppie omosessuali, con grande scandalo dei cattolici tradizionalisti e della destra in genere. C’era a Bologna un fascistone, Berselli (tuttora in attività , ma politicamente rimpiazzato da un fascistino, Bignami), che si arrabbiò moltissimo. Definì Bologna “la città più culattona del mondo”, dando l’idea di non essere un fine dicitore. A quei tempi la redazione di Cuore era a Bologna, in via Castiglione. In quel frangente, un po’ nevrastenico e dunque anche un po’ comico, scelsi di scrivere una fanta-intervista a Francesco Guccini, nella quale si immaginava che il Maestrone avesse deciso di fare un clamoroso coming out. Essendo molto amante delle burle, Guccini mi disse di gradire l’idea. Di quel pezzo di satira (come di tante altre cose) mi ero completamente dimenticato: ringrazio Riccardo Congiu del Post che lo ha recuperato e me lo segnala. In memoria di un grande artista che fu anche molto spiritoso, caratteristica non riscontrabile in molti grandi artisti. Eccolo qui, quel pezzo, 34 anni dopo.
“BOLOGNA - Ormai non resta che confessare, sperando nella clemenza delle autorità statali ed ecclesiastiche. Prima le implacabili accuse del Santo Padre e del cardinal Biffi sui costumi sessuali sfrenati della città ; oggi la raffinata ma vigorosa polemica del deputato nazi-skin Filippo Berselli (detto “esprit de finesse”) che ha definito Bologna “la città più culattona del mondo”. Ormai la città è sola di fronte alle proprie responsabilità : e i nervi cominciano a saltare.
È un insospettabile - il popolare cantautore Francesco Guccini - a decidere, per primo, di dare l'esempio, confessando pubblicamente le sue colpe. Ci riceve nella sua sfarzosa abitazione di via Paolo Fabbri 43, tra i cimeli equivoci raccolti lungo una vita di depravazione: tavoli, sedie, libri, addirittura quadri, insomma i classici simboli del mondo gay.
Dunque per tutti questi anni, tu hai mentito...
“Sì, ho mentito. E non sai quanto mi è costato fingere. Il mio modello artistico è sempre stato Mirelle Mathieu, ma nonostante i miei sforzi mi sono subito reso conto che non sarei mai riuscito ad assomigliarle...”
Ma tu che sei un omosessuale di cultura, come ti spieghi che proprio Bologna sia diventata la capitale di noi pervertiti?
“So dirti che, nell'antichità , la città si chiamava Bologno. Ma attraverso i secoli la sodomia diventò una pratica così diffusa da portare al cambiamento di nome. Fu il dottor Balanzone, un noto travestito locale, a dare il colpo di grazia al buon nome della città inventando il tortellino, erroneamente considerato l'immagine dell'ombelico femminile: in realtà , se osservato attentamente, si vede benissimo che è un ombelico maschile”.
Hai altri pesi di cui liberarti? Approfittane...
“Anche se temo moltissimo il giudizio di Berselli, non posso continuare a tenermi dentro quest'altro, terribile segreto: sono anche ebreo. Guccini viene dallo yiddish Guk-shahn, che vuol dire ‘ubriacone depravato’. Ecco, ora ti ho detto tutto”.
Vedendolo rasserenato, gli stringo la mano accorgendomi che è anche negro e lo invito a riflettere sulla generosità della vita: “Sarai anche omosessuale, ebreo e negro. Ma, rispetto a me, hai almeno la fortuna di non essere comunista”.
Mi avvio lungo il viale alberato. Dalle finestre chiuse, escono soffocati ma inequivocabili i rantoli e i gemiti delle coppie irregolari”.