venerdì 13 marzo 2026

LA FAMIGLIA NELLA CATAPECCHIA DEL BOSCO

 Causa non rinnegabili trascorsi professionali, capita che amici sollecitino la mia opinione sulla vicenda della c.d. "famiglia del bosco". Io mi sottraggo, non rispondo, non leggo alcun articolo in materia, spengo la televisione quando ne parlano ( ma sembra che risalti fuori spesso, anche in discorsi - proclami ?- di propaganda elettorale per il sì al prossimo referendum sulle punizioni da infliggere ai giudici - chiedo scusa per la faziosità del tutto conclamata, ma non riesco a dire referendum sulla giustizia perché immediatamente vengo presa da ridarella irrefrenabile - forse potrei dire referendum sulla magistratura?), ma c'é chi non capisce l'antifona e continua a sollecitarmi. L'ultimo articolo che mi ha mandato una amico riguarda tal T. C., consulente psicologo della famiglia del bosco che parla del "trauma conclamato" per i bambini causa l'allontanamento della madre. "Cosa ne pensi?" è il commento Whatsapp. L'unica cosa che riesco veramente a pensare è che a questo "esperto" bisognerebbe ritirare la licenza ad esercitare, visto che parla alla stampa (ma a chi parla? ribadisce "la piena fiducia nella perfetta buona fede e nella competenza del Tribunale dei Minori", ma invece di usare le sedi riservate e consone del Tribunale rilascia un intervento alla stampa) della salute dei suoi assistiti, quasi un tabù, espressamente vietato sia dal codice deontologico che da tutte le normative sulla privacy, sarebbe come se qualcuno discutesse con la stampa della non autosufficienza di mia madre e delle inadeguate cure che le assicuriamo (ma è peggio, perché questi sono bambini) ... e qui mi fermo, perché penso "ma chi ci fa caso?" - non è solo il diritto internazionale ad essere andato a puttane, ma tutto ciò che comporta essere in uno stato di diritto (compreso il bilanciamento dei poteri), sembra.

Asserisco che questo è l'unico pensiero perché il resto è un urlo, letteralmente un urlo STATE ZITTI! State zitti! state zitti tutti, quelli pro e quelli contro, VOI NON SAPETE CHE PEZZI DISTORTI E SINGOLI DI VERITA' - solo i giudici e gli assistenti sociali e in parte gli psichiatri e psicologi e educatori che sono a contatto con i bambini e la loro famiglia hanno il quadro completo e dettagliato e la competenza per analizzarlo e sbrogliarlo. Questo sguaiato, incompetente, dilettantesco e a volte aggressivo chiacchiericcio è diventato uno degli elementi del quadro compromesso e delicato di questa vicenda e francamente non se ne sentiva il bisogno. Tutti commentatori tuttologi, tutti psicologi d'accatto, tutti "che si fanno un'opinione" sul niente.

Faccio un esempio. All'inizio di questa vicenda leggevo le notizie che continuavano ogni giorno a uscire a spizzichi e bocconi (prendere tutte le fonti da cui sono partite e appenderle per le palle sarebbe l'azione più meritoria) e a un certo punto esce la notizia che i bambini e la madre stavano morendo e sono stati salvati per caso da un'intossicazione da funghi per il rifiuto dei genitori a chiamare l'ambulanza o andare all'ospedale (è ripetutamente anche uscita la notizia che la madre avrebbe rifiutato l'uso del sondino esogastrico sui suoi bimbi gravissimi in quanto contenente lattice). Quando ho letto la notizia ho recisamente asserito che dovevano togliere ai genitori la patria potestà già allora (era dicembre, forse..)  - eccola lì, la ieratica giudice da scrivania. Poi ho cominciato a pensare se la notizia fosse, nell'ordine, vera, corretta e completa dei dettagli e con grande probabilità non la era affatto. Da quel momento si è fatta pulizia dentro di me ed è rimasto solo l'urlo (che cerco di trattenere il più possibile) STATE ZITTI! Occupatevi delle vostre faccende che conoscete, cercate di farvi un'opinione fintamente professionale sul referendum di cui sopra, aggiungete un altro inutile commento alla guerre scatenate da criminali, leggete buoni libri, fate bei sogni e non occupatevi di quei bambini: ci sono assistenti sociali, giudici, educatori, avvocati e genitori che devono occuparsene e trovare compromessi e soluzioni - voi non solo non servite, ma siete elementi dannosi.

All'inizio di dicembre ho scritto una mail a Serra (OK Boomer) reagendo ad una sua stranamente superficiale osservazione sulla vicenda della famiglia del bosco (cogliendone l'aspetto romantico e del "buon selvaggio") e ne posto qui uno stralcio

gentile Michele Serra, la seguo da diverso tempo mi pare di avere un legame speciale di corrispondenza di pensiero con lei, sarà forse perché siamo quasi coetanei e anch'io vivo in campagna (in pianura, però, ma con orto trattore galline) a pochi chilometri da dove lei vive. Per questo motivo mi ha davvero negativamente colpito la sua newsletter sulla casa nel bosco, da cui emanava uno sbuffo di romanticismo che lei a volte incarna, ma in questo caso un romanticismo hollywoodiano che sinceramente credo non le si addica. 

Io ho lavorato per anni nel settore (Servizi Sociali, in posizione dirigenziale) e forse ho anche una visione particolare dovuta a queste mie precedenti esperienze e quindi ribollivo di ragionamenti sul tema con cui avrei voluto replicare alle sue affermazioni (alcune le ho ancora nella mail che avevo cominciato "osservo quanto sia superficiale l'abitudine di credere che sia progressista tutto quello che è contro  regole perché sono in fondo le regole del potere, ma le regole sono fatte principalmente per proteggere i deboli, non i forti" - "la nostra legislazione è costruita per proteggere i diritti dei genitori, più di quelli dei bambini e quindi se addirittura questi genitori si pongono contro il nostro corpo di leggi non oso pensare cosa ci sia sotto" ecc.).
non ho però poi mandato niente, invece, e ho immaginato che altri sarebbero massicciamente intervenuti (l'hanno fatto, a vedere l'ultima newsletter), ma soprattutto ho pensato che bisognerebbe tacere, a volte. Il Tribunale dei Minori agisce su atti e istruttorie che non possono e non devono uscire da lì e non è possibile davvero capire le vere motivazioni su cui agisce. Bisognerebbe tacere sapendo di NON SAPERE - non spesso, sono d'accordo, ma a volte è indispensabile. E, per chi è in una posizione intellettuale come la sua, invitare a tacere.
Ho poi assistito nei giorni scorsi, inorridita, a pezzi e bocconi di notizie (vere/false? ha quasi poca importanza) che uscivano a poco a poco, violando la vita e la privacy di questi genitori e soprattutto di questi bambini - una gara di inciviltà che mi ha lasciato veramente disgustata, cui hanno partecipato i soliti noti che sull'inciviltà costruiscono le loro fortune, ma anche molte persone in buona fede che pensavano di sapere, di giudicare, di dire la loro. Bisogna sapere quando stare zitti, quando affidarsi, quando fidarsi.
Ho letto i commenti che lei ha inserito nel blog e con molti sono d'accordo, anche se rimango dell'idea che sarebbe meglio non commentare. Voglio solo sottolineare un esito di questa vicenda che forse non appare a prima vista e che è uno degli esiti anche della vicenda di Bibbiano (che conosco benissimo perché lavoravo in un Servizio molto vicino a Bibbiano) ed è in sintesi riassumibile come la demotivazione degli operatori (ma si potrebbe anche definirla delusione e paura). Operatori sociali e sanitari che ogni giorno davvero letteralmente combattono per essere di aiuto e che allora dicevano sconfortati "non si fidano", "ma chi ce lo fa fare", e legittimamente temevano di finire sommersi dalla merda che vedevano spargere in abbondanza, gente con vite normali che temeva di finire nel tritacarne. E chi avrebbe sofferto di questo clima? Ma certo, le famiglie e i bambini in necessità di protezione. Spero che l'onda sia passata e quest'ultima onda venga presto riassorbita, ma desidererei moltissimo che non succedesse più, che si pensasse più agli interessi dei bambini che a scrivere articoli o prendere voti o alimentare curiosità morbose.

Ecco, ho detto cosa ne penso. Che fare, quindi? non so, non ho niente da insegnare a nessuno. Alcune cose mi vengono in mente:
- non votare tutti coloro che da qualsiasi parte (ma sono tutti di centro destra, mi sembra) commentano sulla vicenda, in particolare con intenti propagandistici
- non guardare NESSUNO dei programmi che discettano sul tema
- NON COMMENTARE
- riflettere, cercare di capire qual è il senso del commentare, dell'analizzare, dell'indignarsi
- cercare di elaborare una risposta decente alla domanda sempre fondamentale: DI CHI SONO I BAMBINI?

martedì 10 marzo 2026

WE LIVE IN ONE WORLD

 

Ecco, direi così. Siamo consapevoli che non è il momento delle utopie, che non possiamo tenere insieme tutto, i nostri desideri, i nostri giudizi, i nostri pre-giudizi, i nostri valori, i nostri sentimenti. Ma chissà, forse, potremmo almeno tenere lo sguardo abbastanza lucido da credere ancora al prevalere della vita, che niente, nessun interesse politico, nessun interesse economico, niente sia più importante della vita di un bambino. Dobbiamo concentrarci a salvare quel bambino, ogni singolo bambino, non solo i nostri bambini - sottrarre la vita alla distruzione e alla negazione. I corpi, concentriamoci sui corpi - e malediciamo, contrastiamo, disprezziamo, stiamo dalla parte opposta dei distruttori dei corpi.

martedì 3 marzo 2026

VI AUGURO ALBE

 VI AUGURO ALBE AL CANTO DEGLI UCCELLI

(La principessa Anna d’Inghilterra, nel 1988, ha interrato una capsula del tempo sotto il Princess Royal Pavillon del Jersey Zoo. Al suo interno si trova la lettera di GERARD DURREL che segue)

A chi leggerà. 

Molti di noi, anche se non tutti, condividono quanto segue.

1. Tutte le differenze politiche e religiose che oggi ci rallentano, ci intrappolano e soffocano il progresso nel mondo dovranno essere sanate in modo civile.

2. Tutte le altre forme di vita hanno lo stesso nostro diritto di esistere, anzi, senza di loro, noi stessi periremmo.

3. La sovrappopolazione è una minaccia per tutti i paesi; se non verranno presi provvedimenti, essa sarà un flagello che non porterà altro che rovina.

4. Gli ecosistemi sono complessi e vulnerabili; maltrattati, sfigurati o sfruttati con avidità, scompaiono a nostro danno. Se usati con saggezza, offrono tesori inesauribili; ma usati senza discernimento, generano miseria, fame e morte per l’umanità e per innumerevoli altre forme di vita.

5. È stupido distruggere ambienti come le foreste pluviali, soprattutto perché in queste immense reti di vita possono celarsi segreti di valore incalcolabile per l’umanità 

6. Per noi, il mondo è ciò che il Giardino dell’Eden avrebbe dovuto essere per Adamo ed Eva. Adamo ed Eva furono cacciati, mentre noi ci stiamo cacciando da soli. La differenza è che Adamo ed Eva avevano un altro luogo dove andare. Noi non ne abbiamo altri.

Ci auguriamo che quando leggerete queste parole avremo almeno in parte frenato la nostra sconsiderata avidità e stupidità. Se non ci saremo riusciti, per lo meno alcuni di noi ci avranno provato…

Ci auguriamo che ci saranno ancora per voi lucciole e vermi luminosi nelle notte a guidarvi, e farfalle tra le siepi e nei boschi a darvi il benvenuto.

Ci auguriamo che le vostre albe siano accompagnate da un’orchestra di canti di uccelli, e che il battito delle loro ali e l’opalescenza dei loro colori vi tolgano il fiato.

Ci auguriamo che il pianeta ospiti ancora la straordinaria varietà di creature che lo abitano, insieme a voi, per incantarvi e arricchire le vostre vite, come hanno fatto con le nostre.

Ci auguriamo che sarete grati di essere nati in un mondo così magico.

lunedì 2 marzo 2026

SERRA LO DICE BENE

 UN DERBY TRA LE MACELLERIE

Sarei molto felice se il regime tenebroso e bigotto che da quasi mezzo secolo governa l’Iran dovesse finalmente cadere, levando le mani di dosso alle ragazze persiane. Sarei molto infelice se quel regime dovesse cadere per l’imposizione armata di Stati Uniti e Israele. La sequenza di queste due frasi lascia intendere l’umore sbigottito e impotente con il quale seguo le notizie di queste ore.


Invidio chi riesce a prendere parte con nettezza all’ennesimo macello. Nel caso in questione lo definirei un derby tra macellerie. La macelleria arcaica del terrore religioso, la nuova macelleria tecnocratica del più potente esercito del pianeta, quello degli immobiliaristi in cerca di macerie da trasformare in oro.

Invidio, dicevo, chi riesce a prendere parte con nettezza e con convinzione. In estrema sintesi: ci sono quelli che considerano legittimo e anzi doveroso imporre, con le buone o con le cattive, “la libertà” – parola da prendere con le molle, perché ci si scotta facilmente a prenderla in mano se esce dalla bocca di Trump – a popoli che non riescono ad averla motu proprio; e neppure si sa bene se e come la intendono, questi popoli, “la libertà”: magari in un’altra lingua suona differente… Il famoso “la democrazia si esporta con le armi” ha portato, fin qui, a vergognosi fallimenti (Afghanistan, Iraq), ma i suoi fautori e i suoi faccendieri perseverano indisturbati.

Dall’altra parte ci sono quelli che negano alla cosiddetta “civiltà occidentale” il diritto di costringere ai propri costumi politici, e al proprio tornaconto economico, il resto del mondo; ed è un concetto in sé sacrosanto: ma non al punto di parteggiare per i regimi più feroci, o più scalcinati, o più osceni, pur di opporsi all’imperialismo e al neocolonialismo.

Non so voi, ma io non ce la faccio proprio a mettermi l’elmetto dei “liberatori”; neppure se penso alla “polizia morale”, ai Guardiani della rivoluzione e agli altri orribili strumenti di repressione della teocrazia.

Ma neppure riesco a spendere mezza parola che rischi di unirsi a quelle di chi, per le ragazze persiane, non ha mai mosso un dito, mai organizzato un corteo, perché Teheran è “nemica dell’Occidente” e tanto basta per alzare le spalle se qualcuno ti dice: e per le donne dell’Iran bastonate, rapate, incarcerate e ammazzate perché volevano ballare con i capelli al vento, come mai non ti sei indignato, perché non hai manifestato, cara e caro il mio rivoluzionario da tastiera? Perché farlo non rientrava nel tuo ottuso schemino “buoni/cattivi”?

Come vedete ho poco da dirvi, sul tema, che non sia “fuori dal gioco”, come se la mia squadra, in questa come in altre partite, non si fosse iscritta al torneo. Posso solo aggiungere che i due nomi dati da americani e israeliani al loro golpe dall’esterno (di questo, tecnicamente, di tratta: è l’obiettivo dichiarato) sono ridicoli e vanagloriosi: “Ruggito del leone” e “Furia epica”. Sembrano i titoli di due videogame per bambocci di tutte le età.

Così guardo i tigì, mescolo il minestrone, chiacchiero con gli amici e mi domando come andrà a finire. Ogni tanto un’occhiata a WhatsApp per avere notizie dei miei due amici italiani che vivono a Teheran. Un pensiero solidale vola fino alla piazza di Isfahan, una delle più belle del mondo, ci sono stato e mi piacerebbe tornarci. Un sorriso quando l’amico Stefano mi suggerisce, per adeguarsi al mutare dei tempi, di adattare il nome di Occidente e chiamarlo Uccidente.

Quando mi ha telefonato Fabio Fazio, domenica mattina, per dirmi che in trasmissione avremmo dovuto parlare dell’Iran, gli ho detto che l’avrei fatto volentieri, a patto di potere dire che non so esattamente che cosa dire. Mi ha risposto che gli sembrava un ottimo punto di partenza.
(Michele Serra, OK Boomer, il Post, oggi)

“Gli americani sono molto fortunati, perché dovunque vanno per esportare la libertà… trovano il petrolio”.
- Michele Serra a Che Tempo Che Fa

venerdì 27 febbraio 2026

FRULLATI DI FRUTTA

( Messaggio Whatsapp di Anna oggi)

Negozio di frullati questa mattina



Quando le chiedi la provenienza della “frutta” dice: “da casa dei nonni” 🤣🤣🤣

giovedì 26 febbraio 2026

QUINTESSENZA DI UNA VITA

 Come da alcuni anni capita, per due o tre giorni abbiamo i potatori nel giardino. Per anni, per decenni, è stato Roberto a potare tutte le nostre piante, abbarbicato per giorni su scale e con le mani che gli facevano male alla fine di una giornata di cesoie. Poi, non sembra, lentamente, ma poi le piante diventano grandi e sempre più numerose e forse noi rimpiccioliamo nella spinta, nell’entusiasmo, nel vigore.. insomma da qualche anno la potatura annuale viene affidata a competenti, attrezzati e fidatissimi potatori per quanto anche loro sulla via di avanzato invecchiamento.

Roberto torna dal lavoro la sera che è già buio e i potatori se ne sono già andati quindi interloquisce con loro la mattina quando arrivano, aggiornandosi, chiarendo e prendendo le eventuali necessarie decisioni sul prosieguo dei lavori. Esce a parlare con loro già vestito da ufficio, non in giacca e cravatta ma comunque mediamente elegantino, con le sue belle camicie e maglioncini e soprattutto con le sue amatissime, imprescindibili scarpe di cuoio simil-inglesi.

L’altra mattina è uscito a parlare con i potatori e poi è tornato verso la macchina per andare al lavoro e l’ho senntito brontolare tra sè e sè “ Ma guarda mi sono sporcato le scarpe di terra. Un’altra volta. Ho sempre le scarpe sporche di terra. Una vita con le scarpe sporche di terra.”. Dalla cucina, ho sorriso e ho pensato “In poche parole, la quintessenza di una vita…”