sabato 25 luglio 2026

E DOV’É LA BABY DANCE?

 E niente, ieri sera Roberto ed io dopo cena eravamo pronti per andare alla Baby Dance e a guardare il tramonto sul mare con una manina fiduciosamente abbandonata nelle nostre per farsi guidare. Poi ci siamo resi conto che non c’erano più nè la Baby Dance, nè il mare, né la manina. Ahinoi!

giovedì 23 luglio 2026

E INVECE STASERA…PICCOLA (E BUFFA) BOTTA DI MALINCONIA

 Anche stasera al momento di andare a letto, tardissimo, dopo che il nonno l’aveva accompagnata alla baby dance con a seguito un musical dal vivo costruito sui cartoni Disney,  al momento delle piccole chiacchiere Olivia sbotta “sai che stasera ho pianto?” 

“Davvero, Olivia, e perché?”

“Perché mi manca la mamma” (sesto giorno senza la sua mamma) “quando vedo la mamma?”, vocina triste.

Allora le spiego che domani è l’ultimo giorno e che dobbiamo fare molte cose tra cui lei che balla nel musical su Mary Poppins e dopo andremo a letto e poi la mattina ripartiamo per Sanguigna dove ci saranno il papà e la mamma ad aspettarla. “ E comunque stai bene anche coi nonni, no?” 

“Sí, ma mi manca la mamma”, peró si rasserena subito, posa la testa per dormire, ma poi la rialza come se le fosse venuto un pensiero “Ma è OK per te se mi manca la mamma, nonna?”. Sorrido e la rassicuro che è normale. Mi butta le braccia al collo e mi bacia - poi si accuccia e dorme in un attimo. In pace col mondo e con i misteriosi flussi di entropia che lo governano.

(PS ho poi investigato con Roberto se aveva davvero pianto e lui ha detto ovviamente di no, però avevano avuto un piccolo battibecco perché dopo i pop-corn che ha comprato (per lei, ma soprattutto per se stesso) lei aveva insistito che aveva sete, ma il nonno è rimasto sulla sua posizione che dopo 5 minuti sarebbero arrivati a casa. “Forse in quel momento ha pensato che le mancava la mamma” - anche se a dire la verità la sua mamma non è meno severa di Roberto…)

Olivia, ore 23, stancamente ma avidamete mangiando anguria di frigo


mercoledì 22 luglio 2026

DISCORSI FILOSOFICI

 Stasera stavo, come ogni sera nella nostra settimana di vacanza al mare nonni-nipote, mettendo a letto Olivia, un’operazione per niente stressante e molto piacevole, piena di piccoli riti: il pigi (pigiamino), il lavare i denti, aggiustare i capelli, prendere il borsellino peloso con cui dorme poi baci, abbracci, qualche piccola chiacchiera sulla giornata e in pochi minuti, con piccole carezze e mormorando una canzoncina, la piccola bionda dorme. Un piacere.

Stasera era però in vena di dissertazioni filosofiche, e quindi non si è parlato di Aurora ed Elena e Olivia le sue nuove temporanee amiche o delle mascotte che animano la baby dance (Scotty e Scottina - due scoiattoli bipedi - per chi ama il genere). Stasera doveva chiedermi una cosa, derivata dalla sua recente e ormai consolidata (ai bambini non basta “sapere” una cosa, hanno bisogno di approfondirla e convincersene) conoscenza del fatto che la sua (amatissima) mamma era la mia bambina ed è mia figlia così come lei è figlia della sua mamma. “Ma nonna, tu vuoi più bene alla mamma o a tua nipote?”. Gulp! ho cercato di spiegarle che era diverso, che l’Anna non ha più bisogno di me e lei sí. Autenticamente stupita, ha chiesto di cosa aveva bisogno lei. Le ho spiegato che lei ha bisogno che le preparino il mangiare e di essere accompagnata nei vari posti e altre cose, invece l’Anna non ne ha più bisogno. Ha mostrato di essere convinta, ma ha insistito “Ma vuoi più bene alla mamma o a me?” E ho ribadito che voglio più bene a lei perché lei ha più bisogno di me. 

Chiusa la questione, ha posto un’altra domanda contigua “Ma allora quelli a cui vuoi più bene siamo io e la mamma?” Ed io ho precisato “E Gigi, anche lui è il mio bambino”. Ha accettato “Allora siamo io, la mamma e Gigi” ed io ho obiettato “E il nonno”, al che “Ma sí anche il nonno poverino”.

Ultima riflessione “Perché questa è la famiglia della mamma, ma lo sai che io ho due famiglie? Quella della mamma e quella del papà, perchè quando disegno io mi disegno nella famiglia della mamma e anche in quella del papà. Ma io voglio bene a tutti”. Sorridendo e rasserenata dal pensiero, avendo sviscerato le implicazioni filosofiche del tutto, ha avuto un sussulto di contentezza abbracciandomi e baciandomi,  si è girata su un fianco e addormentata in pochi minuti.

(PS la domanda iniziale è stata diversa , letteralmente “Ti piace di più la mamma o tua nipote?”. Le ho spiegato che le cose ci piacciono, ci piace il gelato e il vestitino rosa, mentre alle persone si vuole bene. Da quel momento in poi ha sempre chiesto a chi “vuoi bene” di più. Evidentemente la spiegazione l’ha convinta).



martedì 21 luglio 2026

VOI C’ERAVATE

 Se avete lasciato fare

ai professionisti dei manganelli

per liberarvi di noi canaglie

di noi teppisti di noi ribelli

lasciandoci in buonafede

sanguinare sui marciapiede

anche se ora ve ne fregate,

voi quella notte voi c’eravate"

Fabrizio De André- canzone del Maggio, versione originale, 1973

(Credits Andrea Capelli)



giovedì 16 luglio 2026

ONDATE DI CALORE

Ho letto un interessante articolo sul New Yorker, l'ho tradotto e lo riporto qui sotto 

Un momento inopportuno per un'ondata di calore globale estrema
Riuscirà a spronare i politici?
Di Bill McKibben
9 luglio 2026, The New Yorker


L'amministrazione Trump ha tagliato gran parte dei finanziamenti per il Servizio Meteorologico Nazionale, che ora lancia solo circa la metà dei palloni meteorologici ogni mattina rispetto a prima. Il risultato, dicono i meteorologi, è stato un degrado nella nostra capacità di prevedere fenomeni meteorologici estremi: alla fine del mese scorso a Boulder, mentre il fumo dell'incendio che ha ucciso tre vigili del fuoco al confine tra Colorado e Utah aleggiava nell'aria, ho parlato con Daniel Swain, uno dei principali ricercatori del paese sugli effetti del cambiamento climatico. "In alcuni giorni non ci sono stati praticamente lanci di palloni meteorologici nell'entroterra occidentale", ha detto. "E vediamo tentativi di smantellare completamente i sistemi di monitoraggio oceanico, mentre un El Niño potenzialmente storico emerge nel Pacifico. Vediamo lo smantellamento dei satelliti per il monitoraggio climatico prima della fine della loro vita utile per nessuna ragione economica, ma presumibilmente per ragioni ideologiche". L'ironia, come ha sottolineato, è che “In realtà non si cambia né la visibilità degli impatti né la traiettoria di ciò che sta effettivamente accadendo.”

In effetti, non c'è bisogno di un meteorologo per capire in che direzione sta andando la temperatura quest'estate: in pratica, in aumento. Una cupola di calore si è abbattuta sull'Europa a giugno, producendo anomalie davvero estreme: Parigi ha registrato due giorni consecutivi con temperature superiori ai quaranta gradi Celsius (centoquattro gradi Fahrenheit); negli ultimi cento anni si erano verificati solo tre casi simili. Più di mille persone sono morte in tutta Europa, spesso a causa delle alte temperature notturne, che hanno impedito ai corpi di reagire. La scorsa settimana il caldo si è spostato negli Stati Uniti, dove milioni di americani hanno vissuto il 4 luglio più caldo della storia: le parate di Filadelfia e Washington, D.C., sono state cancellate a causa del caldo estremo. Ora è tornato in Europa, dove gli organizzatori del Tour de France stanno valutando se dovranno cancellare delle tappe della gara e gli incendi stanno riempiendo l'aria di fumo. Non c'è da stupirsi, ovviamente, di ciò che sta causando tutto questo: come ha affermato l'organizzazione no-profit World Weather Attribution a proposito della prima ondata di caldo in Europa, "Nel 1976, quando furono stabiliti alcuni dei precedenti record europei, le temperature del 2026 sarebbero state praticamente impossibili da raggiungere a giugno, oltre che altamente improbabili in qualsiasi periodo dell'anno. Nel 2003, durante la prima grande ondata di caldo di questo secolo, un caldo diurno come questo sarebbe stato comunque molto raro, circa 10 volte meno probabile di oggi, mentre temperature notturne come quelle di questo giugno sarebbero state più di cento volte meno probabili nel 2003".

Ma, se le persone hanno sofferto per le temperature elevate dell'aria, i numeri davvero spaventosi provengono dai sensori oceanici. Nel Mediterraneo, appena a sud della Francia e dell'Italia, le temperature hanno superato gli otto gradi Celsius (quattordici gradi Fahrenheit) rispetto alla norma. Nelle ultime settimane, i ricercatori hanno annunciato che un'ondata di calore marina sta interessando un'area del Pacifico otto volte più grande degli Stati Uniti continentali. Questa massa d'acqua calda, una combinazione di un'ondata di calore nel Pacifico settentrionale e del nascente ciclo El Niño che sta emergendo nelle acque più meridionali, tormenterà il mondo per almeno l'anno a venire. Potrebbe coincidere con un'altra cupola di calore attraverso gli Stati Uniti occidentali a metà luglio, ad esempio, portando con sé un ulteriore pericolo di incendi; l'intera regione è già estremamente secca dopo che l'inverno più caldo della storia della regione ha lasciato dietro di sé quello che alcuni nivologi hanno definito una "assenza di neve" nelle Montagne Rocciose e nella Sierra Nevada. Con il passare dell'anno, il calore dell'oceano aumenta le probabilità di piogge torrenziali in California, e gli spostamenti verso nord delle correnti oceaniche causati indirettamente da El Niño faranno aumentare il livello del mare lungo la costa del Pacifico. Swain, nel suo blog "Weather West", ha suggerito che alcune località potrebbero "battere tutti i record storici di altezza delle acque costiere, dato il contributo aggiuntivo del riscaldamento globale". Ora possiamo prendere una temperatura media giornaliera per gli oceani del mondo, e attualmente sta battendo tutti i record. Ricordiamo che gli oceani immagazzinano oltre il novanta per cento del calore causato dagli esseri umani con le emissioni di gas serra; senza questo accumulo, le temperature dell'aria avrebbero potuto aumentare da una media di base di circa sessanta gradi Fahrenheit a centoventicinque gradi. E stiamo immettendo sempre più calore: nel 2025, abbiamo aumentato il calore immagazzinato nell'oceano di ventitré zettajoule. Uno zettajoule è un sestilione energia, ma la cifra potrebbe avere un significato più profondo se espressa in altri termini: come ha spiegato lo scienziato termico John Abraham, è l'equivalente termico di "12 bombe di Hiroshima fatte esplodere ogni secondo, per ogni minuto, ora e giorno, per tutto l'anno". Questo accumulo oceanico è temporaneo; eventi come El Niño sono l'equivalente funzionale di spalancare la porta della sauna e lasciare che il calore si riversi all'esterno.

Tutto ciò non poteva accadere in un momento più inopportuno per i leader politici. Alcuni, ovviamente, non se ne cureranno: il Segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato a maggio che il riscaldamento globale è "una cosa di poco conto", frutto di una "setta" intenta a "spaventare i bambini". Ci sono, tuttavia, politici che in passato hanno preso più seriamente il cambiamento climatico, ma che al momento vorrebbero essere esentati, per poter perseguire progetti che ritengono più vicini al cuore degli elettori. La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha recentemente messo in stand-by gli obiettivi climatici ufficiali dello stato e ha optato per nuovi gasdotti, insistendo sul fatto che "mi rifiuto di lasciare che i newyorkesi paghino il prezzo di un piano che non riflette più il mondo in cui viviamo". New York ha un'economia di dimensioni pressoché paragonabili a quella del Canada, dove il Primo Ministro Mark Carney ha affrontato la questione fin dal suo insediamento. Sebbene da tempo sostenitore della lotta al cambiamento climatico - il suo discorso del 2015 al settore assicurativo dei Lloyd's di Londra, in cui affermava che il riscaldamento globale minacciava la stabilità finanziaria del pianeta, è stato un punto di riferimento davvero lungimirante sulla strada verso gli Accordi di Parigi, Carney ha deciso la scorsa settimana di fare marcia indietro. Anche il Canada, ha affermato, dovrà rivedere i suoi obiettivi climatici, perché il piano attuale è "troppo costoso per i canadesi" che"già faticano ad arrivare a fine mese".
Si può comprendere Hochul: Trump ha, per il momento, bloccato i nuovi impianti eolici offshore lungo la costa atlantica, che rappresenterebbero il modo più semplice per New York di decarbonizzare. E si può davvero comprendere Carney, che è messo alle strette non solo da Trump, ma anche da un crescente movimento separatista nella provincia petrolifera dell'Alberta. Ma questa comprensione ha dei limiti: per molti versi, questi leader hanno vita più facile dei loro predecessori, poiché il prezzo dell'energia solare, eolica e delle batterie continua a diminuire, e altri stati e paesi stanno dimostrando quanto rapidamente ed economicamente sia possibile muoversi nella giusta direzione. Il 1° luglio, molti australiani hanno iniziato a ricevere tre ore di elettricità gratuita ogni pomeriggio, grazie all'abbondante energia solare installata nel paese. E, in ogni caso, le ondate di calore delle ultime settimane e il calore che si sprigiona dagli oceani di tutto il mondo ci ricordano che non spetta agli esseri umani stabilire le condizioni del loro incontro con la fisica. Il pianeta si rifiuta di rimandare il rapido riscaldamento che abbiamo innescato a un momento politico più favorevole.