giovedì 9 aprile 2026

RISATE FRAGOROSE

 Martedì mattina, Casa della Comunità Villa Ester, nel cuore dell'Oltretorrente Parmense, terzo piano, sala denominata "Benessere" in quanto il posto più luminoso della struttura, sotto una falda del tetto, adiacente ad un grande balcone da cui si vede gran parte dell'Oltretorrente. Il martedì mattina è il giorno della scuola di italiano. 

Ci sono quattro volontari, Francesco, Isabella, Manu quando è necessario, ed io. Ci sono 6 studenti (5 studentesse e uno studente): Laura, albanese, Gamou, senegalese, Amina, ghanese, Patricia, peruviana e suo marito Josè Luis e Nadra, tunisina, oggi assente. Josè Luis fa lezione a parte con Francesco e Isabella perché il suo italiano, dovuto a un più recente arrivo, è di livello principiante. Le altre, invece, fanno lezione con me e ormai si arrangiano bene a capire e un po' a parlare - verso l'A2, direi.

Oggi il gruppo avanzato lavora su una unità didattica in cui da due/tre lezioni trattiamo il tema "albergo" e prenotare camere e appartamenti vacanze utilizzando numerosi esercizi diversi per stimolare comunicazioni e dialoghi. L'esercizio cui ci apprestiamo recita così:

"Anche tu hai preso un appartamento o una casa in affitto. Scrivi una breve lettera ad amici in Italia e descrivi il tuo alloggio."

Come sempre capita, mi affanno a spiegare l'esercizio, precisando che devono scegliere una amica o un amico, pensare a descrivere l'appartamento, precisare con chi sono in vacanza e se sono  al mare o in montagna o in città e perché. Inizia nel silenzio Amina, con la sua bella e giovane faccia nera, il suo sorriso sempre presente, la mano che meccanicamente si aggiusta il velo intorno alla testa, la sua irruenza "Ciao, ho preso in affitto una montagna". Qui scoppia la risata che riempie immediatamente il piccolo ambiente confortevole coinvolgendo anche l'altro gruppo a cui spieghiamo il fatto comico. Con fatica, e con qualche piccolo rigurgito di risatina, andiamo avanti con la nostra lezione.

Poco più avanti, incappiamo in un dialogo che evidenzia i vari registri comunicativi, dai più formali ai più amichevoli, "distinti", "gentile", "signora", "Carlotta", "cari", "carissimi" e qualcuna se ne esce con l'osservazione che lei ha sentito anche "tesoro". Io spiego che esiste anche tesoro, che è molto tenero e che si rivolge principalmente ai bambini come complimento. Poi una osserva che "tesoro" ha però anche un altro significato e io cerco di spiegare il significato di tesoro come un mucchio di cose preziose che sono nascoste e vengono ritrovate. Mi viene in mente di raccontare, per spiegare il significato di tesoro, la favola di Alì Babà e dei quaranta ladroni, e racconto di Alì Babà che vede questi ladroni aprire il fianco della montagna con una parola magica, Apriti Sesamo, e dentro vede questa quantità di oro e pietre preziose e oggetti che formano il tesoro dei ladroni. Una voce osserva "Sì, è la montagna di Amina" e io non ho potuto fare a meno di concludere "Ecco perché l'ha affittata...". Le risate sono state lunghe e fragorose, per fortuna l'orario della lezione era finito, perché non riuscivamo più a ricomporci. Se ne sono andate ad una a una verso le loro vite più o meno facili e risolte salutando e ancora ridendo.

Io sono rimasta lì ancora qualche minuto a mettere insieme le mie cose e a parlare con i miei compagni volontari e mi è venuto in mente questo pensiero, realizzando cosa succedeva fuori da lì e le cose di cui erano pieni i giornali che stavo ripiegando per metterli in borsa, tutte le invettive "musulmani di merda" e "terroristi" e la guerra e le minacce di "annientare civiltà" in agguato in ogni momento televisivo o dei social. Ho pensato "Vi prego, lasciatemi qui. Io qui sto bene". 



mercoledì 8 aprile 2026

SEMPRE AVERE LA FACCIA COME IL CULO...

 Ma solo io strabilio a leggere di J.D. Vance che va a sostenere la campagna elettorale di Orban tuonando che Orban è l'unico a difendere la propria nazione da "interferenze di potenze straniere" (intende ovviamente Bruxelles). E questo lo dice il Vice-Presidente degli Stati Uniti che sta facendo campagna elettorale in Ungheria... strabilio!

(per tacere del fatto che il Ministro degli Esteri di Orban è stato beccato a riferire per filo e per segno a Putin ciò che era successo nel Consiglio degli Affari Esteri dell'EU)

sabato 4 aprile 2026

E BUONA PASQUA

 a tutti gli uomini e le donne buoni



AVERE LA FACCIA COME IL CULO

 “In un Mondo più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia. È il modo più concreto per difendere l'Italia il lavoro degli italiani e il futuro della nostra Nazione". Così, in un video sui social dopo la missione di due giorni nel Golfo Persico, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. (AGI)

Quando ho sentito questa dichiarazione non ci potevo credere. Da anni ci scassa i coglioni con Trump fino all’estremo del ridicolo di candidarlo al premio Nobel. Sono andata a cercare la sua dichiarazione esatta (23 gennaio scorso, poco più di tre mesi fa) “Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace". Solo un mese fa urlava dal palco “c’è una persona che bisogna ringraziare ed è DONALD TRUMP!”

E adesso ci viene a spacciare che è importante costruire relazioni solide con partner AFFIDABILI. Solo io colgo il ridicolo?

Avere la faccia come il culo.



È COSÌ (MA NON CI PENSIAMO)

 Ieri mattina Roberto è rimasto a casa perché aveva una call con dei clienti marchigiani. Il tema che stanno insieme trattando è quello del teff, un cereale particolare tipico di Etiopia ed Eritrea - una parte della call era appunto con degli etiopi per organizzare un viaggio in Etiopia in occasione di un convegno sul teff, appunto.

A pranzo Roberto mi racconta con rabbia appena trattenuta che la call non è andata bene perché riguardo al viaggio per vedere zone e coltivazioni di teff, cui dedicare alcuni giorni dopo il convegno, gli etiopi hanno detto che non si potrà fare perché nel paese NON C’È CARBURANTE. Per fare il pieno di benzina bisogna fare DUE GIORNI di coda, dormendo in macchina, in uno dei pochi distributori aperti e non prevedono che migliorerà. Roberto era molto triste e sconcertato perché a lui l’Etiopia piace parecchio e la sua impressione nel precedente viaggio era stata quella di un paese in grande sviluppo e per certi versi moderno, con tutte le contraddizioni, ovvio, cui un paese africano non può sfuggire.

È poi passato a parlarmi del Burundi, paese che da tre anni lui e soprattutto i suoi collaborari frequentano per un progetto (già arrivato alla seconda versione) di coltivazione e trasformazione del pomodoro. Tra le altre cose e tra mille difficoltà (ad esempio mesi di fermo in dogana) sono finalmente riusciti a fare arrivare là una linea di traformazione del pomodoro opportunamente tarata alle capacità e ai bisogni locali che pensavano di collegare ad un generatore dato il cronico e strutturale malfunzionamento a singhiozzo della fornitura di elettricità, mentre il carburante (benzina, gasolio) era facilmente reperibile. Era, perché ora non più - anche in Burundi manca il carburante, anche per le macchine agricole (qualcuna c’è e qualcosa è arrivato anche tramite il progetto). Quindi? Quindi sono fermi.

Quasi ringhiando, Roberto continuava a imprecare “Perché chi la prende sempre nel culo? Sempre i più poveri, gli ultimi della terra!”.

Non c’è dubbio che sia così..



lunedì 30 marzo 2026

“AGRARI” PER SEMPRE

 (Piccola premessa: in famiglia per scherzare chiamiamo “agrario” e non agronomo Roberto per sottolineare il suo essere agronomo fino al midollo)

Teatro Regio, venerdí sera. Proiezione di Novecento a cinquant’anni (CINQUANTA ANNI) dalla sua uscita. Roberto ha vicino di posto il suo vecchissimo amico, compagno di classe al liceo e agronomo anche lui.



Dopo 5 ore e 17 minuti di proiezione, incantati dalla forza e dalla bellezza del film, nella cornice regale del Teatro Regio, non possono però fare a meno di notare “Eh, l’abbiamo beccato, Bertolucci! La scena era del 25 aprile, ma ha inquadrato il mais in fiore - e il 25 aprile il mais è invece appena seminato!

“Agrari” una volta, “Agrari” per sempre,

(PS. In sequenza, altra puntata sul tema. Stamattina, facendo colazione, sommariamente cerco di spiegare a Roberto il tema dell’ultimo libro di Dan Brown - L’ultimo segreto - che sto leggendo e che riguarda l’ipotesi che la coscienza non stia dentro il cervello, ma fuori in una sorta di coscienza universale che ci circonda e che il cervello altro non sia che il ricevente di questa coscienza. Uno degli elementi fondamentali di questa ipotesi - nel libro molto più articolata - riguarda il GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello, adibito a tenere bassa l’eccitabilità dei neuroni, impedendo al cervello di sovracaricarsi e andare in tilt per troppi stimoli. 

Appena cito il GABA, Roberto si illumina “Ah, ecco perché! Questo libro lo starà leggendo l’Ilaria! “- una delle sue collaboratrici. “Perché l’altro giorno alla macchinetta del caffè ho sentito che parlavano del GABA e allora ho spiegato che ce ne sono grandi quantità presenti nello strato aleuronico, cioè il rivestimento più interno della crusca dei cereali e infatti avevamo con il mio amico G. un progetto per estrarlo”. Mi guarda “Pensavo si riferissero a quello”

“Agrari” per sempre. Appunto)

venerdì 27 marzo 2026

L’ELEGANZA DEI TULIPANI

 In questo periodo moltissimi dei nostri tulipani sono in fiore e come ogni anno mi stupisco della loro eleganza. Molti altri fiori sono più allegri, o più complessi, più rigogliosi, più sensuali… ma i tulipani sono indubbiamente davvero eleganti, colorati, dritti e tesi verso la luce