mercoledì 19 marzo 2025

BREVISSIMO COMMENTO SULL’ATTUALITÀ

 Scrivo un breve commento sul fatto del giorno. Non ne faccio quasi mai, perché i fatti del giorno sono quasi sempre effimeri, non interessanti - penosi, per lo più.

Oggi il Presidente Giorgia, in Parlamento, dopo una impossibile ricerca di sintesi tra il suo asserito europeismo e la rincorsa a non lasciare il monopolio dell’antieuropeismo a Salvini, oltre che dell’impossibile equilibrismo tra la sbandierata fedeltà all’Ucraina e gli atti di devozione (con sottomesso inchino finale) a Trump e al trumpismo, alla fine del suo discorso ha attaccato duramente il Manifesto di Ventotene e i suoi estensori. Si è scatenata la bagarre, con appassionati discorsi e doveroso omaggio ai padri dell’idea europea, riconosciuti da tutti i paesi membri, tranne (novità) dall’Italia.

Nell’ascoltare tutto questo devo dire che mi è venuto più da ridere che da appassionarmi, è montata in me più freddezza che calore. Primo, e molto evidente, è il fatto che per l’ennesima volta, senza posizioni vere e con gravi divisioni interne, la Meloni l’ha buttata in caciara: deviare la discussione sul nulla serve a spostare l’attenzione dal problema concreto, grave e consistente, che ci fronteggia.  E più il nulla è provocatorio più la caciara si avvita su stessa e sbuffa fumo e nebbia. Secondo, e altrettanto evidente, è che non c’è niente di nuovo e sorprendente nella posizione della Meloni, a pensarci bene. Spinelli e Colorni e Rossi chi erano? Erano antifascisti (al confino) - è evidente che siano nemici di una non-antifascista (=…?) 

Il commento è quindi brevissimo. Possiamo continuare a parlare di Rearm EU, difesa comune, guerra e pace, per favore? E magari, come dice Serra, per capirsi e per capire?




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