domenica 24 agosto 2025

GUERRA DI PAROLE

 Stamattina facendo colazione ascoltavo l'ennesimo dibattito sulla vicenda Palestina - Israele. Molinari (che ritengo si sia bevuto il cervello) metteva in discussione la dichiarazione di "stato di carestia" definita dall'apposita agenzia ONU, in quanto "funzionari del Dipartimento di Stato di Washington " (sic!) l'avrebbero messa in dubbio in quanto misurata secondo criteri diversi da quelli solitamente usati.

Bevendo il mio tè verde nel chiacchiericcio che veniva dalla TV, mi è venuto in mente che questa è sempre più una GUERRA DI PAROLE. Attenzione, non è una guerra di parole sul campo dove si spara, si uccide, si stermina, si affama - lì solo i fatti parlano. Fuori dal campo, però, e soprattutto in Europa e negli USA, è una inedita rappresentazione di una guerra di parole.

Siamo reduci (e non ancora fuori) da discussioni infinite sull'uso del termine genocidio, sul quale ovviamente e giustificatamente la sensibilità del popolo ebraico è molto forte. E' pulizia etnica, sterminio... e si ragiona, si disquisisce, si argomenta intelligentemente. Non ho ancora sentito però argomentare sul fatto (ed è un fatto, ampiamente documentato) che si usi la fame come arma di guerra.

L'ultima novità è l'arruolamento di influencer americani e israeliani per smentire che a Gaza il popolo palestinese sia scientemente affamato e sterminato. Anche qui, impiegati coloro che sono il simbolo delle (troppe) parole prive di significato e prezzolate del nostro tempo.

Faccio esame di coscienza: ho sempre pensato, come Moretti e soprattutto come Tullio de Mauro, che le parole siano importanti, che i nostri pensieri non si possano articolare e formulare se non attraverso le parole. Ma queste parole in particolare vengono usate per svuotare di significato i fatti e per gettare fumo sulla realtà - è un uso cui de Mauro non aveva pensato. 

Ha veramente importanza se si tratta di genocidio, di pulizia etnica o di sterminio, quando la gente muore senza essere colpevole di resistenza armata? quando muoiono talmente tanti BAMBINI che non è più possibile sostenere il "danno collaterale" (parole che fanno venire i brividi) o l'"incidente"?

Ha veramente importanza se si tratta di "carestia" o di "emergenza umanitaria" quando la persone (anche qui soprattutto bambini) muore perché viene loro negato il cibo e l'acqua potabile?

Il governo israeliano è un governo criminale. Hamas è un movimento terroristico e criminale. Il governo statunitense è un governo ugualmente criminale perché sarebbe l'unico in grado di fermare il governo israeliano. I governi europei sono complici perché si limitano a generiche deplorazioni senza prendere alcuna concreta iniziativa. E l'Europa non c'è.

Carestia e genocidio cui si aggiungeranno deportazioni più o meno forzate. Chiamatele come volete, ognuno nel suo guscio, ma tutto questo deve essere fermato, o almeno condannato.

Ma cosa ne so io, vecchia signora in pigiama azzurro che sorseggia tè verde nella propria cucina? impotente, non conto niente nell'estrema complessità del mondo. Vorrei però almeno non essere presa per il culo, grazie. Vedo pochissimi talk show, ma ne dovrei vedere ancora meno, forse - però poi in effetti leggo i giornali e quindi sono daccapo.

Intanto, cambio canale. Una bella lezione di cucina, ecco. Dimenticare, per un po’, io che posso.


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