Oggi a pranzo ero sola con Olivia. Il resto della famiglia (Roberto, Anna, Luigi e la sua morosa Nina) sono partiti stamattina presto per andare a fare un giro impegnativo in montagna. Eccoli qui sulla Sella del Cusna oggi a mezzogiorno. Torneranno stasera tardi.
Olivia ed io quindi ci viziamo a vicenda per un giorno (non fraintendetemi, stare dietro ad un’innarrestabile quattrenne per un giorno intero, tra l’altro un giorno cocente a 38 gradi dove lo sfogo esterno del giardino - con le attrazioni: cane, galline, pomodori, uova e piscinetta per bambini - è limitato ad alcune ore al giorno, è davvero impegnativo. Ma anche una delizia, a onor del vero).
A tavola, oggi a pranzo (menù: tortellini al prosciutto, parmigiano, pomodori e Ovetto Kinder estivo - immaginate scelto da chi) chiacchieriamo e Olivia sgancia una vera bomba (detta da una bimba che quando c’è la sua mamma non considera nessun altro) “Nonna, sai che mi piace stare senza la mamma”, precisando poi “Sola con te, nonna”. La guardo in profondità in quegli occhi così vividi, così privi di ombre “Davvero, Olivia? Allora stasera lo dici alla mamma?”. Lei si schermisce, con qualche smorfia, “No, diglielo tu”. Ti pareva. “Però mi piace stare con te”
La giornata è passata quietamente, tra schiumina di latte al bar, giornalino (del personaggio Gabby a me sconosciuto), utizzo di pressochè tutti i giochi di 35 o 25 anni fa “preloved” da Anna e Luigi e conservati da una maniaca come me nel fienile per tutti questi anni, un’ora di cartoni (benedetti! Io ho letto i giornali), prelievo uova dal pollaio, piscina, cena, doccia e un’ora di lettura libri (la mia preferita, i libri per bambini sono - almeno quelli che ho io, sempre conservati dall’era dei miei figli - bellissimi)
Poi stasera è tornata la mamma in tempo per farle le feste (grandi feste) e per metterla a letto.
Bimba e nonna fortunate.


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