domenica 31 agosto 2025

HYBRIS

 «La libertà senza misura non può essere.

I Greci avevano scolpito nella pietra del pensiero un monito che attraversa i secoli: μηδὲν ἄγαν (mēdén ágan), “nulla di troppo”.
È la massima che stava incisa sul tempio di Apollo a Delfi, accanto al celebre γνῶθι σεαυτόν (conosci te stesso).
Con poche sillabe essi esprimevano la convinzione che la libertà assoluta fosse illusione e pericolo: senza misura, l’uomo scivola nella hybris, l’arroganza di oltrepassare i limiti imposti dalla natura e dagli dèi.
Il limite, per i Greci, non era una catena ma una condizione di armonia.
Solo chi rispetta la misura può abitare la libertà senza trasformarla in tirannia.
Era un pensiero intriso di religiosità, ma anche di saggezza esistenziale: infrangere il limite non significava soltanto offendere gli dèi, ma spezzare il fragile equilibrio che regge la vita umana.
Se il mondo moderno ha fatto del “senza limiti” la sua bandiera, i Greci sapevano bene che la potenza senza misura è distruttiva.
Prometeo incatenato, Edipo accecato, Icaro precipitato: miti che sono parabole del superamento fatale dei confini.
Viviamo oggi nell’ebbrezza dell’illimitato: senza limiti di consumo, di velocità, di accumulo. Ma il limite non è negazione: è il volto stesso della libertà.
È ciò che dà forma al desiderio, confine che impedisce al piacere di diventare voracità, alla volontà di mutare in dominio.
Riscoprire il limite significa ritrovare la sapienza della misura: non un ritorno alla paura degli dèi, ma alla consapevolezza che l’uomo non è padrone del mondo, bensì suo ospite.
Come i Greci, possiamo imparare che la libertà non cresce nel deserto del senza confini, ma nel giardino fragile della misura.»


_Simone Weil, "La rivelazione greca"

.. e così possono finire le democrazie...

mercoledì 27 agosto 2025

PICCOLE STORIE DI OLIVA E DELLA SUA MAMMA: BIMBA CON ADULTI

 Due messaggi Whatsapp da Anna che riporto fedelmente. Ho messo solo i titoli e ho editato dal messaggio.

PAROLE DEL NONNO

Oggi pomeriggio in giardino (oggi è stata a casa perché ieri sera tutto all’improvviso ha avuto diarrea e un po’ di febbre, ma ora sta meglio) stavamo tagliando un nocciolo e Olivia mi stava aiutando con un secondo paio di forbici: “Mamma tagliamo gli arbusti, vero?” Tipica parola imparata dal nonno 🤣😂


I BALLETTI CHE CURANO
Ieri mattina quando ci svegliamo: 
"Mamma hai dormito bene?" 
"Mmmh così così, ho un po’ di cattivo umore" 
 "Ok ti faccio un balletto" 
(io sorrido e ridacchio perché era molto buffa) 
"Ok mamma non hai più cattivo umore? 
"Mmmh ancora un po’" 
"Ok, ti faccio un altro balletto finché non ti va via il cattivo umore" 😂

domenica 24 agosto 2025

GUERRA DI PAROLE

 Stamattina facendo colazione ascoltavo l'ennesimo dibattito sulla vicenda Palestina - Israele. Molinari (che ritengo si sia bevuto il cervello) metteva in discussione la dichiarazione di "stato di carestia" definita dall'apposita agenzia ONU, in quanto "funzionari del Dipartimento di Stato di Washington " (sic!) l'avrebbero messa in dubbio in quanto misurata secondo criteri diversi da quelli solitamente usati.

Bevendo il mio tè verde nel chiacchiericcio che veniva dalla TV, mi è venuto in mente che questa è sempre più una GUERRA DI PAROLE. Attenzione, non è una guerra di parole sul campo dove si spara, si uccide, si stermina, si affama - lì solo i fatti parlano. Fuori dal campo, però, e soprattutto in Europa e negli USA, è una inedita rappresentazione di una guerra di parole.

Siamo reduci (e non ancora fuori) da discussioni infinite sull'uso del termine genocidio, sul quale ovviamente e giustificatamente la sensibilità del popolo ebraico è molto forte. E' pulizia etnica, sterminio... e si ragiona, si disquisisce, si argomenta intelligentemente. Non ho ancora sentito però argomentare sul fatto (ed è un fatto, ampiamente documentato) che si usi la fame come arma di guerra.

L'ultima novità è l'arruolamento di influencer americani e israeliani per smentire che a Gaza il popolo palestinese sia scientemente affamato e sterminato. Anche qui, impiegati coloro che sono il simbolo delle (troppe) parole prive di significato e prezzolate del nostro tempo.

Faccio esame di coscienza: ho sempre pensato, come Moretti e soprattutto come Tullio de Mauro, che le parole siano importanti, che i nostri pensieri non si possano articolare e formulare se non attraverso le parole. Ma queste parole in particolare vengono usate per svuotare di significato i fatti e per gettare fumo sulla realtà - è un uso cui de Mauro non aveva pensato. 

Ha veramente importanza se si tratta di genocidio, di pulizia etnica o di sterminio, quando la gente muore senza essere colpevole di resistenza armata? quando muoiono talmente tanti BAMBINI che non è più possibile sostenere il "danno collaterale" (parole che fanno venire i brividi) o l'"incidente"?

Ha veramente importanza se si tratta di "carestia" o di "emergenza umanitaria" quando la persone (anche qui soprattutto bambini) muore perché viene loro negato il cibo e l'acqua potabile?

Il governo israeliano è un governo criminale. Hamas è un movimento terroristico e criminale. Il governo statunitense è un governo ugualmente criminale perché sarebbe l'unico in grado di fermare il governo israeliano. I governi europei sono complici perché si limitano a generiche deplorazioni senza prendere alcuna concreta iniziativa. E l'Europa non c'è.

Carestia e genocidio cui si aggiungeranno deportazioni più o meno forzate. Chiamatele come volete, ognuno nel suo guscio, ma tutto questo deve essere fermato, o almeno condannato.

Ma cosa ne so io, vecchia signora in pigiama azzurro che sorseggia tè verde nella propria cucina? impotente, non conto niente nell'estrema complessità del mondo. Vorrei però almeno non essere presa per il culo, grazie. Vedo pochissimi talk show, ma ne dovrei vedere ancora meno, forse - però poi in effetti leggo i giornali e quindi sono daccapo.

Intanto, cambio canale. Una bella lezione di cucina, ecco. Dimenticare, per un po’, io che posso.


sabato 23 agosto 2025

AUMENTARE LA BELLEZZA

 La bellezza è diventata cosmesi, è diventata frivolezza, è diventata quello strumento attraverso il quale seduci. Ma la bellezza non è fatta per esserlo. La bellezza è fatta per commuovere, per andare in profondità. La bellezza è un'idea antica come il mondo e straordinaria. Basta darle il valore giusto, non quello che ci è stato rubato, che ci è stato sottratto, che ci è stato umiliato. La bellezza va di pari passo con la qualità, con la bontà. La bellezza è un concetto che si applica non solo al visibile delle cose, ma anche al mondo invisibile. Si dice di una persona: una bella persona, ma non è solo perché è bella di faccia, è anche bella perché è dentro. Si dice una bella idea. Si dice una bella istituzione.

Renzo Piano

AUMENTARE LA BELLEZZA

martedì 19 agosto 2025

NON È ANDATA MALISSIMO

 Non è andata malissimo. Gli ha battuto le mani, ma non gliel'ha restituita, l'Alaska.

(Post FB Conversazione con Adriano Sofri, 17 agosto 2025)

lunedì 18 agosto 2025

PICCOLE STORIE DI OLIVIA E LA SUA MAMMA: SCUOLA NUOVA

 Oggi Olivia ha cominciato una scuola nuova, un po' più "da grandi" (Kindergarten), presentata, attesa (da due settimane uno sticker al giorno per ricordare il percorso di avvicinamento) - la fine di lunghe vacanze iniziate il 25 giugno.

Messaggio Whatsapp di Anna alla chat di famiglia:

Stamattina camminando alla nuova scuola: 

“Mamma, dopo il kindergarten cosa c’è?”

“c’è la scuola primaria” 

“e poi?”

“la secondaria” 

“ok dopo la scuola è finita?”

“sì”

“ok allora dopo voglio stare tuuuttto il tempo con te, perché sai mamma tu sei la mia preferita” 😻 

Bene, ne riparliamo quando hai 16 anni 😘


Olivia con la sua mamma all'ingresso della scuola

UNA PICCOLA FURIA

 Giuro di non essermi molto arrabbiata per lo svolgimento dell'incontro Trump/Putin. Come ho già cercato di dire in un precedente post non avevo proprio aspettative, quindi non ho potuto poi dopo arrabbiarmi più di tanto - non me ne ero appassionata prima.

Permaneva però in me la sensazione di una puntura molto fastidiosa, potrei chiamarla, forse in modo improprio, una "piccola furia". Chi ho pensato e ho cercato di capire di cosa si trattava - e l'ho capito.

Quello che mi ha maggiormente fatto arrabbiare in questo incontro tra due presunti maschi alfa   (vedi nota *) è in effetti la consegna da parte di Trump della lettera di Melania a Putin riguardo la questione dei bambini ucraini rapiti dalla Russia e portati in Russia per essere "russificati". Si stima siano 19.000 (DICIANNOVEMILA! quasi inimmaginabile il dolore immenso dietro questi numeri). E a chi è demandata la questione? non alle trattative, quelle si occupano di soldi, di territori, di trattati e di armi. La questione è demandata alle donne. I bambini sono affari da donne, non è vero? sono affari da dame di carità, da beneficienza, da cura e senso morale estranei ai presunti maschi alfa. Sono roba poco importante, affidata alle ancelle.

Quando ho concretizzato questo pensiero, ecco, mi sono arrabbiata moltissimo. E poi dicono il Medioevo, e poi dicono il secolo breve... come possiamo definire questo momento?

* presunti maschi alfa = maschi che nascondono la loro pochezza complessiva dietro atteggiamenti sbruffoni, amorali, eclatanti, atti a manipolare persone la cui povertà materiale, morale, caratteriale  e culturale non fornisce i mezzi per discernere la pochezza. Il fenomeno è spesso associato ad apparato genitale di modeste dimensioni e maldestramente utilizzato


PS: stasera durante lo sconclusionato discorso che Trump ha mezzo letto e mezzo arzigogolato all’incontro con Zelensky e i leader europei (un discorso rispetto al quale Telese si è lasciato scappare a mezza bocca “oggi le comiche”) il tema è stato citato (sempre menzionando Melania) e per un attimo ho avuto un moto di ottimismo, poi ho capito che è stato citato per riempire il nulla che formava l’oggetto di tutti i discorsi, ben attenti ad evitare tutti i nodi irrisolti sul tavolo. Non c’è speranza…

sabato 16 agosto 2025

STAMATTINA (PROLUNGAMENTO)

 Stamattina, come pensavo, nessun risultato dal vertice Putin/Trump, tranne la rimessa in gioco a livello mondiale del “grande statista” Putin. La Casa Bianca si è affrettata a cancellare dalle riprese ufficiali l’applauso con cui Trump ha accolto Putin, ma troppo tardi e troppo poco. Adesso sarà sempre peggio, ma speriamo che la guerra finisca (il futuro non mi sembra proprio prossimo) con una pace provvisoria e ingiusta, sicuramente, e con molte altre passerelle trionfanti.

Da giorni peraltro predicavo che un vertice tra un criminale e un cretino (rimango molto affezionata alla definizione data a suo tempo da Maria, figlia tra l’altro di un allevatore di maiali e quindi abbastanza ferrata sul tema, di “maiale”) pallone gonfiato privo di senso morale e di competenze di qualsivoglia tipo (lui e tutto il suo staff) non poteva portare niente di buono. Ieri sera mi sono rifiutata di seguire gli “speciali” (morbosi?)  TG dedicati all’incontro.

Rimane Roberto che pervicacemente tiene accesa la TV in cucina su RaiNews credo all’unico scopo di passare ogni tanto di fronte alla TV e dare del bastardo ad uno dei protagonisti diretti o indiretti. E indirizzata a me questa riflessione “Che vecchiaia penosa la nostra con Trump, Putin, la Meloni, SALVINI CHE VA IN VISITA ALLE CARCERI! Ce lo meritiamo? Non posso crederci”

Parole sante.

venerdì 15 agosto 2025

PICCOLO COMMENTO

 In una serata apparentemente storica come questa i due vecchiardi di Sanguigna hanno cenato come ogni sera (stasera insalata turca di cocomero, feta, cipolla, olive condita con olio e succo di limone, perfetta per una fine giornata tutta giocata intorno ai 37 gradi e molta umidità) mentre in sottofondo la tv sintonizzata su la7 mostrava la telecronaca dettagliata dell’inizio dell’incontro Trump/Putin su cui sono puntati gli occhi del mondo - e la speranza.

Non voglio dire che sottovalutiamo l’evento, ma la vita quotidiana ha esigenze più immediate e quindi stavamo sparecchiando andando avanti e indietro con piatti e bottiglie tra la lavastoviglie e la cantina. Al ritorno dalla cantina sento Semprini, inviato (della Stampa, credo) ad Anchorage che dice “Conosco molto bene i comportamenti di Trump, lo seguo da molto tempo, fin dalla sua prima Presidenza”. In piedi davanti alla televisione, ho commentato d’istinto “Mamma via che vita di merda!”. Risata di Roberto. Sipario.

mercoledì 13 agosto 2025

OLIVIA TORNA A CASA



 Cosí anche questa volta Anna ed Olivia sono andate a casa a Oberrieden e la nostra grande casa è ripiombata nel silenzio assordante che spesso accompagna la vecchiaia. Per fortuna però Olivia ha piazzato qualcuno a vegliare attentamente su di noi



Ma solo fino al suo ritorno…

E questa è Olivia che sul treno di ritorno a casa ha lavorato intensamente e con grande soddisfazione su un giochino di costruzioni che il nonno le ha comprato da Feltrinelli intanto che aspettavano la mamma che era dal parrucchiere

In effetti la lingua fuori aumenta molto la concentrazione…


“Sai nonno che un negozio di libri con anche i giochi non c’è nemmeno a Oberrieden?”


lunedì 11 agosto 2025

CHIACCHIERE A PRANZO TRA NONNA E NIPOTE

 Oggi a pranzo ero sola con Olivia. Il resto della famiglia (Roberto, Anna, Luigi e la sua morosa Nina) sono partiti stamattina presto per andare a fare un giro impegnativo in montagna. Eccoli qui sulla Sella del Cusna oggi a mezzogiorno. Torneranno stasera tardi.


Olivia ed io quindi ci viziamo a vicenda per un giorno (non fraintendetemi, stare dietro ad un’innarrestabile quattrenne per un giorno intero, tra l’altro un giorno cocente a 38 gradi dove lo sfogo esterno del giardino - con le attrazioni: cane, galline, pomodori, uova e piscinetta per bambini - è limitato ad alcune ore al giorno, è davvero impegnativo. Ma anche una delizia, a onor del vero).

A tavola, oggi a pranzo (menù: tortellini al prosciutto, parmigiano, pomodori e Ovetto Kinder estivo - immaginate scelto da chi) chiacchieriamo e Olivia sgancia una vera bomba (detta da una bimba che quando c’è la sua mamma non considera nessun altro) “Nonna, sai che mi piace stare senza la mamma”, precisando poi “Sola con te, nonna”. La guardo in profondità in quegli occhi così vividi, così privi di ombre “Davvero, Olivia? Allora stasera lo dici alla mamma?”. Lei si schermisce, con qualche smorfia, “No, diglielo tu”. Ti pareva. “Però mi piace stare con te”


La giornata è passata quietamente, tra schiumina di latte al bar, giornalino (del personaggio Gabby a me sconosciuto), utizzo di pressochè tutti i giochi di 35 o 25 anni fa “preloved” da Anna e Luigi e conservati da una maniaca come me nel fienile per tutti questi anni, un’ora di cartoni (benedetti! Io ho letto i giornali), prelievo uova dal pollaio, piscina, cena, doccia e un’ora di lettura libri (la mia preferita, i libri per bambini sono - almeno quelli che ho io, sempre conservati dall’era dei miei figli - bellissimi)

Poi stasera è tornata la mamma in tempo per farle le feste (grandi feste) e per metterla a letto.

Bimba e nonna fortunate.




martedì 5 agosto 2025

E' UNA FARFALLA

 E' una farfalla, indubbiamente. Basta guardarla come svolazza leggera tra i giochi, sulla strada, quasi volando con quelle sue gambette e braccia sempre nude, tranne con temperature seriamente rigide. E come la farfalla ha resistenza, svolazza per ore senza quasi percepire e far percepire la fatica. Dove tu fai dieci passi, lei ne fa almeno venti, va avanti, torna indietro, gira in tondo, pesta i piedi, si immusa, gioisce immensamente e parla parla parla.

Sì, perché in più della farfalla ha il dono della parola, di molte parole in due lingue, in svizzero- tedesco e in italiano. E adesso che possiede gli strumenti, le parole, i vocaboli, i modi di dire, che piazza persino i congiuntivi al posto giusto, elabora continuamente le esperienze e le emozioni attraverso le parole, come prima le elaborava con i pianti e le risate e le paure. Argomenta ed interpreta ogni cosa, sia in dialogo con gli altri, sia in dialogo con se stessa, parla da sola mentre sta giocando narrando di babies e di canzoncine di buon compleanno e di stare sul marciapiede e di pezzi di avventure di Paw Patrol (il suo cartone attualmente preferito dei quarantacinque minuti di cartoni animati che da poco tempo le vengono concessi al giorno). E con lei molte cose sono diventate estenuante trattativa verbale - la novità è che qualche trattativa, complice la sua nuova consapevolezza e dialettica, si riesce a vincerla. (Ma altre volte la trattativa sfocia nell'assurdo : "Olivia, finisci i tuoi pomodori" "No, non posso, mi fanno male alla gamba")

Forse con la farfalla ha anche in comune la chiarezza nell'esprimere e perseguire i propri desideri, una chiarezza che gli adulti hanno smarrito. Voglio il cioccolato, la mamma, il vestitino a fiori, voglio bere e non voglio bere, non voglio andare o voglio andare - tutto è chiaro, immediato, la richiesta di soddisfacimento improrogabile e inaccettabile il rifiuto. E' fantastico assistere al dipanarsi delle pulsioni e dei desideri, sempre con la loro franchezza e purezza - difficile dirle di no, invidiosi di questa sua capacità di soddisfazione così semplice, così percepibile a pelle, a sensazione. Bellissimo constatare come il più piccolo dolore sia intollerabile intoppo ad una vita che scorre come un fiume, piena e continuamente rinnovata (sua madre la chiama Drama Queen, quella che ad ogni colpetto ha bisogno - tre minuti, attenzione, non di più - del ghiaccio, del bacino, del conforto immediato).

E della farfalla ha anche la fragilità: è così piccola, così indifesa, così fiduciosa e sensibile - molte cose le fanno paura, la turbano, come se non sapesse come affrontarle (piccolo aneddoto: Olivia il 25 di giugno ha detto addio - con festa - alla Kita, l'asilo che ha frequentato per quasi tutta la sua vita e dove ci sono i suoi amici, alcuni dei quali ritroverà nella nuova scuola, il Kindergarden, in cui comincerà un percorso più da "grandi". Penso che lei immaginasse che la Kita senza di lei sarebbe stata chiusa e invece è aperta sempre - lei semplicemente ha lasciato in giugno perché - bambina fortunata -  ha fatto un mese di ferie negli States prima con la mamma e poi anche con il papà e poi un paio di settimane con i nonni a Oberrieden, qualche giorno con i fratelli e qualche giorno a Sanguigna per traguardare al 18 agosto quando inizia la scuola nuova. Un giorno mentre eravamo a Oberrieden con lei abbiamo deciso di raggiungere un campo giochi situato appena dietro la Kita e quindi siamo passati di fianco all'asilo. In quel momento i bimbi erano fuori a giocare nel cortile attrezzato e appena hanno visto Oliva hanno cominciato a salutarla e a farle festa da dietro la rete. Ho visto che Olivia si è turbata, non sapeva cosa fare e stranamente mi si è avvicinata e ha cercato la mia mano evidentemente per tenere a bada una tempesta emotiva che le si era scatenata dentro a vedere i suoi amici alla Kita. Non è riuscita quasi a dire una parola). A volte penso che dovremmo preoccuparci di proteggere una farfalla così delicata , di non fare cadere o danneggiare la polvere che è sulle sue ali e le consente di volare. Penso però poi immediatamente alle molte persone che ha intorno e che la adorano, in particolare un papà e una mamma che per possibilità culturali, emotive ed economiche sono difficilmente abbattibili da qualsiasi difficoltà e mi sento tranquilla - visualizzo quasi il guscio d'acciaio che si schiude attorno a lei.

E per ultimo, penso alla manina tranquillamente abbandonata nella mia mano. Vorrei poter descrivere il sentimento di dolcezza e di sfrenata felicità che provo quando tengo la sua manina, ma non ci posso riuscire, credo. Penso solo che è una manina perfetta di una piccola donna, è una farfalla, è Olivia, è la vita…