domenica 11 luglio 2021

IRRITAZIONE (INUTILE?)

 Ore 8, stamattina, con il mio tè verde e la torta che ho fatto ieri, colazione, silenzio, il fresco della mattina  e RaiNews 24. Raccontano di un focolaio a Malta in una scuola per stranieri e di un’ottantina di ragazzi italiani (di cui la metà positivi) bloccati in quarantena a Malta per due settimane. Nessuno sta male. Intervista alla mamma bionda, normale, vicino ai 50 anni, di uno dei ragazzi “Siamo molto preoccupati per le conseguenze psicologiche sui ragazzi, vogliamo un volo speciale per i non positivi per fare la quarantena a casa però nessuno ci dà risposte”. Botta di irritazione, subito! Le conseguenze psicologiche? Un volo speciale ? (A spese dello Stato, ovvio). Ma a pochi chilometri da Malta loro coetanei muoiono di fame o di mancanza di speranza, i bisnonni di questi “bloccati” in un albergo di lusso partivano per la guerra… 

Appunto, irritazione. Appunto, inutile.

mercoledì 7 luglio 2021

OLIVIA STUDIA

 Olivia (quasi tre mesi) studia 


(non esistono metodi di studio più efficaci di altri: ogni metodo è commisurato ai bisogni, possibilità e stili di apprendimento)

domenica 4 luglio 2021

SERATA D’ALTRI TEMPI

 Stasera Festa dell’Unità di Mezzani, paesino adiacente a Colorno. Da almeno trent’anni (l’Anna era piccola) siamo assidui frequentatori di questa festa dove nei primi due week end di luglio mangiamo i tortelli più buoni che ci sia capitato di mangiare: di ortiche, con un tocco di funghi nel ripieno di ricotta, pasta spessa, giusta “coda” del tortello (la parte di pasta eccedente il solo ripieno) che deve esserci, ma non deve essere eccessiva. Sappiamo che le ortiche vengono raccolte in primavera, sbollentate e poi conservate nei congelatori per poi diventare in luglio ingrediente dei tortelli e ogni anno ci chiediamo chi sia la mitica custode della ricetta e della mano sapiente che li tira e li taglia della perfetta pezzatura. Deve per forza esserci stato almeno un cambio di mano, oppure una trasmissione continua di sapere. 




La Festa negli anni si è trasformata, via via impoverendosi di iniziative: da qualche anno non c’è più la libreria, non ci sono più il gioco dei tappi dove si vincevano piante e i piccoli stand con i dolci di tutti i colori, dimensioni, tipi. Sono rimasti i tortelli, le rane, gli spiedini, l’insalata veramente mista (anche quella da trent’anni uguale) quindi con carote, peperoni, insalata e cipolle, il fritto misto e le patatine, i vini locali e ogni sera la musica, liscio, anni 90 o musica di band locali.  

Stasera si esibiva la Mezzabanda, cioè la Banda di Mezzani formata da anziani e giovanissimi allievi della scuola di musica locale con i loro maestri (il direttore d’orchestra, Marco Pierobon, è in realtá un suonatore di tromba piuttosto quotato che ha sposato una violinista locale e qui ha messo su famiglia). Purtroppo il pubblico era poco perchè aveva piovuto tutto il pomeriggio, ma erano dei dilettanti molto entusiasti ed impegnati. Ho avuto una sensazione strana, lì seduta sulle sedie di plastica dopo cena ad ascoltarli come se fosse lo scampolo di un mondo antico, che a quelli della mia età era familiare ma che è oggi quasi perduto, un divertimento semplice, popolare, autentico, gente che cucina per altra gente (i profitti in beneficienza) e gente che suona per la propria gente, divertendosi. In una sera d’estate.



venerdì 2 luglio 2021

DOVREBBERO FARE STUDI SOCIO-PSICOLOGICI…

 …sulle motivazioni per cui un uomo normale, non tanto interessato al calcio, padre e marito (e ora nonno!)  e imprenditore con una dose gestibile di vanità e qualche tratto di tenerezza viene ridotto da una partita di calcio della Nazionale italiana ad un uomo in mutande, esiliato al terzo piano dove abbiamo il televisore grande che non guardiamo mai e urlante (di gioia) per i gol dell’Italia e (di rabbia) contro Immobile (in altri tempi era Del Piero, frase tipo, urlata “Del Piero, sai dove te lo ficco, l’uccellino?”), giocatore a suo dire “non da Nazionale” - notare che ha appena scritto ad una chat di amici “Ti prego Mancini sostituisci Immobile con il primo che passa per strada che così vinciamo” e tra un po’ scenderà stremato (felice o infelice a seconda del risultato) come se la partita l’avesse giocata lui… 

Sarebbe uno studio sulle motivazioni e reazioni umane e sull’influenza del contesto davvero molto interessante.

PS al momento sento uno strano silenzio, mancano cinque minuti alla fine della partita, l’Italia è avanti di un gol - deve esserci molta sofferenza al terzo piano…

lunedì 28 giugno 2021

THE ESSENCE OF LIFE

DI CINEMA (E UN PO’ DI TRISTEZZA) 2

Ieri sera ancora cinema all'aperto (ma la location dell'Arena estiva del Cinema d'Azeglio è molto peggio di quella del Cinema Astra perchè in pieno centro e in un cortile di cemento - il caldo era soffocante). Abbiamo visto l'ultimo film di Woody Allen, Rifkin's Festival. È un film CARINO, come un po' tutti gli ultimi di Allen (l'ultimo film suo che ricordo come GRANDE e non CARINO è Match Point) e considero l'aggettivo per un grande autore come Allen piuttosto offensivo. Allen mantiene la sua leggerezza, il suo modo unico di raccontare (inserti in bianco e nero, tanto cinema, sentimenti visibili e non urlati, sorrisi), perfetta musica sia di sottofondo che a tratti protagonista, ma non graffia più, non dice più niente di originale, è (a volte lamentosamente) troppo autobiografico e un po' ripetitivo. Mi è però venuto un pensiero spiacevole: Allen è indubbiamente molto anziano (ha quasi 86 anni, cavolo!) ed è forse una caratteristica della vecchiaia essere ripetitivi, lamentosi e parlare troppo di sè, oltre a non avere più cose originali da dire. Tra venti giorni compio 63 anni - e questo pensiero non mi è proprio piaciuto.

sabato 26 giugno 2021

DI CINEMA

 Ieri mi sono capitate due cose insolite. Innanzitutto, ho visto due film. Uno dei film (Le sorelle Macaluso) lo sono andato a vedere all’Arena Estiva del Cinema Astra ieri sera, sotto la enorme luna di una clemente sera d’estate. L’altro film invece mi ha catturato ad ora di pranzo, mentre mangiavo sola, e l’ho rivisto molto volentieri perché l’avevo visto diversi anni fa (è un film del 2016 e ha vinto alcuni Oscar) ed avevo ancora la sensazione che fosse un film bellissimo: Manchester by the Sea.

L’altra cosa insolita è che la tematica di fondo trattata da entrambi i film è il dolore e la convivenza con il dolore scatenato da un evento tragico, insopportabile, insopprimibile. Dico subito che mentre ho riamato moltissimo Manchester by the Sea, non mi è invece piaciuto molto Le Sorelle Macaluso. Due film opposti: minimalista il primo, barocco il secondo. 

Le Sorelle Macaluso è un film siciliano, gridato, con spasmodica ricerca della bella inquadratura, di una poesia di immagini, di colore, di sentimenti, di pianto e di rabbia, pieno di cose un po’ volutamente ordinarie, molto costruito anche sulle cose e sui corpi. Nel film prevale su tutto un sole cocente e un mare torbido e caldo.

Manchester by the Sea è invece un film spoglio, poco parlato, vuoto, realistico e costruito sugli sguardi, ma non per questo meno poetico nel dolore assoluto di quest’uomo che vive controvoglia, che non sa darsi tregua, che non si consola nell’amore che gli altri gli manifestano, ma anzi se lo conficca come un pugnale nel corpo. Nel film prevale su tutto il candore gelido della neve che sembra non finire mai e la luce di un oceano gelido e magnifico.

Le mie preferenze stilistiche vanno indubbiamente al film nordico, ma penso c’entri anche il senso del dolore di cui sento più vicina l’idea del gelo e del silenzio che non quella del calore e del pianto - per sopravvivere ad un dolore, congeliamo spesso più o meno piccole parti di noi, non possiamo piangere e urlare per cinquant’anni, non sopravviveremmo. Nessuno dei due film dà soluzione, soluzione non c’è, se non la necessità di vivere i nostri giorni trascinandoci dietro fardelli di gelo e sentieri di sole.