Oggi leggevo queste righe, abbastanza note.
Ci avete detto di non portare vestiti attillati, gonne corte, scollature profonde: l’abbiamo fatto e ci hanno violentate lo stesso.
Ci avete detto di non uscire la sera, di non uscire da sole: e ci hanno ammazzate in casa.
Ci avete insegnato a diffidare degli estranei: e ci hanno ammazzate i mariti.
Ci avete raccomandato di non accettare l’appuntamento chiarificatore: e ci hanno aspettate sotto casa.
Ci avete suggerito di denunciare i violenti: l’abbiamo fatto e non è bastato.
Noi una cosa sola vi abbiamo detto: EDUCATE diversamente i MASCHI. Ci avete risposto delirando sul gender e affermando che non tutti gli uomini sono violenti.
Così ci siamo rassicurate: non moriremo tutte.
E leggevo anche del rilancio del centro-destra rispetto alla legge sullo stupro che per la prima volta si allontana dall'idea di "dissenso" per adottare il criterio del consenso libero e attuale. La legge (basata anche su una sentenza della Cassazione) è stata approvata tramite un accordo politico tra maggioranza ed opposizione alla Camera, ma ha poi ricevuto uno stop al Senato dalla maggioranza, con la Lega come sempre in testa. Adesso ritorna in agenda (potrebbe essere approvata in Senato a febbraio, ma richiederebbe un nuovo passaggio alla Camera in quanto modificata) con una proposta della Lega che la modifica in consenso "riconoscibile". Le pretese preoccupazioni riguardano la possibilità di vendette attuate dalle donne (notoriamente erinni vendicative) nei confronti degli uomini - in procedimenti che come è noto sono poco inquisitivi nei confronti delle donne, della loro vita precedente, del loro modi di vestirsi ed atteggiarsi e sono tutti sbilanciati verso le donne, non verso gli stupratori.
Purtroppo non ne capisco abbastanza di leggi per dare un'opinione informata, ma mi è venuto un pensiero diciamo "di contenuto". Ho pensato che è necessario stare molto attente agli aggettivi che vengono usati, alle svolte che determinano nelle narrazioni.
Il consenso "libero e attuale" spostava il punto di vista dallo stupratore, su cui era sempre stato incentrato, alla stuprata e abusata. Ora, se il consenso al rapporto sessuale torna ad essere “riconoscibile”, il punto di vista torna ad essere quello dello stupratore. Ed è gravissimo, secondo me.
Che stanchezza, però...
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