In un clima di guerre e guerrafondai, di dissesti mondiali, città distrutte, infrastrutture vitali colpite, corpi sepolti e insepolti, nuovi lager, bambine e bambini uccisi o lasciati a morire di freddo e di fame… il Papa cita Madre Teresa e punta il dito contro le donne, individuando nell’aborto “il più grande distruttore della pace”.
Non nelle bombe.
Non nei missili.
Non nei conflitti armati che devastano intere popolazioni.
Ma nelle donne che interrompono una gravidanza.
Le stesse parole vengono oggi applaudite da governi di destra che sostengono o legittimano quelle stesse guerre, e che da anni brandiscono la retorica ipocrita “pro life” come bandiera morale.
Un’ideologia per cui i bambini interessano solo nella misura in cui per “difenderli” bisogna controllare i corpi delle donne.
Diciamolo, gridiamolo forte, che non è l’aborto la guerra contro l’umanità.
La guerra è quella vera, fatta di armi, potere, interessi economici e violenza disumana.
È quella che passa sopra le teste e i destini di tutti, che cancella le vite già nate, che stupra il nostro presente e ipoteca il nostro futuro.
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