giovedì 16 marzo 2017

AMORE PER LA TRADIZIONE

Noi italiani sí che siamo attaccati alle tradizioni, alla loro pienezza e importanza. E allora basta voucher! Vuoi mettere il buon vecchio, genuino, detto in italiano, diretto LAVORO NERO. Torniamo lí, nel rispetto delle tradizioni.

sabato 11 marzo 2017

BENTORNATA

E allora bentornata primavera! (c'è anche qualche asparago che fa timidamente capolino.. )



mercoledì 8 marzo 2017

IL CEROTTO DI D'ALEMA

«Lasciare il Pd? Come strappare un cerotto: fa male, però dopo si sta meglio» dichiara con noncuranza D’Alema, la vasta mente già proiettata sulle prossime disfatte. E a chi lo ascolta cascano i cerotti e magari non solo quelli. Ma come? Avete occupato per anni la scena mediatica con la cronaca dei vostri bisticci da cortile spacciati per questioni di principio. Avete bloccato per almeno un anno i lavori del Parlamento con la disfida dei Sì e dei No, le leggi elettorali perennemente interrotte, le paccottiglie tattiche su primarie aperte, chiuse o cabriolet. Poi le correnti, gli spifferi, le scissioni agitate come clave di pastafrolla, le elezioni anticipabili, i governi a scadenza tipo yogurt. E tutto questo, dicevate, perché il Pd era il centro pulsante del sistema. L’architrave della democrazia. Avete creato intorno alla sua disgregazione un clima solenne da tragedia nazionale. E adesso che il dramma è finalmente compiuto, il capo dei congiurati minimizza il suo stesso operato e celebra il distacco con un’alzata di spalle? Se ne deduce che il primo a non avere mai creduto fin dall’inizio che il Pd fosse una cosa seria è stato lui, con buona pace dei militanti che invece ci avevano investito tempo e passione, e oggi si sentono sconfitti come coniugi alle prese con un fallimento matrimoniale. Si è strappato il cerotto, dice. Il guaio è che, prima di strapparselo, se l’era messo, indossandolo per anni come una medaglia. Perché a questo ormai si è ridotta la politica. A un mettere e togliere cerotti sopra ferite che non guariscono mai.
(Massimo Gramellini, Corriere della Sera, 8 marzo 2017)

Non mi dà proprio soddisfazione dire che da anni io l'avevo detto, solo malinconia per chi ci aveva creduto (e magari continua a crederci)

giovedì 2 marzo 2017

mercoledì 1 marzo 2017

COSA SARÀ


Cosa sarà
che ci fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare a sera con un amico
a parlare del futuro




Da cinque anni si è spenta la stella di Lucio e mi manca.

MANCHESTER BY MOTHER AND DAUGHTER

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01/03/17, 10:56:11: Anna Ranieri (DAUGHTER) Bellissimo e terribile Manchester by the sea, ti fa riflettere come le tragedie e le responsabilità influenzeranno per sempre la tua vita 😞

01/03/17, 12:07:08: Silvia Guidi (MOTHER): Per me invece l'elemento più importante come messaggio è il potere della speranza e della rigenerazione. Nei film americani spesso è fastidiosa: eventi terribili si aggiustano in breve tempo e completamente.
In Manchester by the sea si vede invece un processo di riparazione parziale, provvisoria, fragile ma presente. Non si ripara niente, ma la vita ti insegna e ti aiuta a fronteggiare, convivere, riprendere a vivere i rapporti, il mare, le giornate di sole - e a fare progetti.

Ci ho riflettuto un po'. Sensibilità differenti, ma forse soprattutto prospettive differenti, di chi ha ancora pressochè tutta la vita davanti e di chi invece ne ha già visto la gran parte.