Ho cercato di riflettere su uno dei pochi temi su cui valga la pena di pensare, al netto dei vari Ranucci, burqa, Albanese, primarie e di tutto quel rumore di sottofondo che ci tiene via via occupati, preoccupati, divertiti, scandalizzati. Il tema, a mio avviso, è l'onda nera che pare si stia scaricando sull'Europa. Nera e non solo nera, comunque crescita di estremismi in quella che pensavamo fosse un'area ormai immune - noi che pensiamo che la storia insegni, ma molti non lo pensano. La domanda, anzi il tema da cercare di capire: cosa devono fare le forze democratiche, progressiste, liberali e autenticamente conservatrici per fermare l'onda nera (con qualche risacca rossobruna) che sta allagando le democrazie europee?
Il 43% della Sassonia-Anhalt recentemente mi è sembrato il superamento di una episodicità che finora avevo creduto possibile pur tra i vari segnali di allarme che provenivano da più parti (e non solo le parti più periferiche d'Europa) e non perché il risultato sia per se stesso importante (un Land con caratteristiche tali da poter essere facilmente collocato nell'ambito di cui si parla), ma perché segna un passaggio ad un pericolo vero. Quanto è avvenuto in Germania è l'ennesimo campanello dall'allarme, ma nel 2027 si voterà in Italia (con la prima premier di destra incalzata a destra), in Francia (dove la Le Pen arriva alla corsa per l'Eliseo da favorita, mentre sinistra, centro e destra sono divisi e irresoluti), in Spagna (dove Vox di Pedro Abascal sarà probabilmente determinante per un eventuale governo di maggioranza con il Partito Popolare), in Polonia (dove proliferano le formazioni ancora più radicali e xenofobe della destra ipernazionalista dal PIS).
Al netto delle nostalgie naziste e dei rapporti effettivi con chi sostiene e vuol far rivivere le SS, il programma ufficiale di Alternative fur Deutschland è lì da vedere per tutti, aperto, senza infingimenti: pulizia etnica della Germania attraverso remigrazione e deportazione degli stranieri (ICE docet); milizie composte da cittadini; famiglia naturale composta solo da padre madre e figli di sesso biologico; scuola non obbligatoria (una costante questa della destra che preferisce cittadini ignoranti e manipolabili) con mutilazione dello spazio dedicato alla memoria del nazismo e dei suoi effetti; taglio dei fondi statali alle ONG antirazziste; istituti e classi ad hoc per bimbi disabili e bimbi stranieri. Come ha scritto la Zeit, "la vergogna è scomparsa" visto che AfD non nasconde più con giri di parole o circonvoluzioni (di cui fino a ieri per esempio era maestro il nostro Fratelli d'Italia) la teoria della superiorità etnica. E non solo, gli allarmi sul ritorno del fascismo, del nazismo, dell'autoritarismo non hanno fermato AfD, il MAGA, il partito di Farage, Rassemblement National, Fratelli d'Italia, la Lega e la neonata Futuro Nazionale, giovane virgulto della destra che fa finta di istituzionalizzarsi. E questo nonostante scandali, condanne, dichiarazioni paradossali e parossistiche, mancanza di risultati concreti da vantare.
Dunque, continuare a gridare forte che l'AfD è un partito neonazista e stupirsi dell'appeal che il messaggio nazista esercita sui loro elettori non fermerà l'onda, che a mio parere è l'unico obiettivo valido. Ma non è nemmeno possibile per i democratici dare per persi quegli elettori, sarebbe un suicidio politico.
La tesi di molti analisti riguarda i forgotten men, quegli uomini bianchi dimenticati e lasciati indietro dalla globalizzazione, arrabbiati, con livelli di istruzione sotto la decenza. Questa categoria è stata abbondantemente descritta e riconosciuta come uno dei fattori fondamentali della vittoria di Donald Trump. E' sicuramente uno dei fattori, ma la rabbia nasce esclusivamente dalla povertà? davvero i fattori economici sono gli unici da tenere in conto e i preponderanti? Poi leggo che praticamente negli USA la disoccupazione non esiste, e allora faccio fatica a mettere insieme i due dati. L'Europa e gli USA hanno sicuramente perso potere economico e importanti quote del PIL mondiale e la Germania sta vivendo una grave crisi industriale. Ma leggo anche che nell'Unione Europea il welfare e la protezione sociale pesano circa il 27 % del PIL, che il reddito mediano dei tedeschi è ben superiore a quello della media OCSE (= tutti i paesi sviluppati) e anche il reddito medio della Sassonia-Anhalt, inferiore a quello medio tedesco, è comunque alto. In Sassonia Anhalt la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è circa al 20% (in Calabria il 48%, in Campania il 43%, in Sicilia il 41% - e finora Vannacci non ha preso il 43% in queste regioni).
Mi sembra quindi più importante il dato che oggi si possa vivere in un paese relativamente benestante e sentirsi contemporaneamente meno benestanti, meno garantiti, meno fiduciosi nel futuro dei propri genitori, con un ascensore sociale bloccato e gravi e crescenti disuguaglianze, causa una distribuzione della ricchezza che ci si era illusi di poter rendere più equa. Inoltre, l'internazionale sovranista, grazie all'uso abile (so che si dice in genere "uso sapiente", ma non mi sembra questo il caso) di social e propagandisti specializzati (e molto spesso prezzolati) in verità alternative, anche le più folli e lontane dalla realtà, è bravissima a trasformare problemi reali e soprattutto frustrazioni individuali in rabbia cieca contro un nemico - è la via più semplice, d'altra parte. E il nemico indicato è via via: gli immigrati, la società multiculturale, l'Unione Europea, le èlite, i magistrati, i froci, senza dimenticare la tradizionale hit mai sbiadita, il corpo delle donne.
Per evitare che l'onda nera spazzi via quel che resta delle spirito europeista che tra mille contraddizioni e difficoltà ha garantito al Vecchio Continente ottanta anni di pace e sviluppo, la sinistra e la destra democratica (il centro non esiste, mi sembra) devono darsi da fare, devono rimboccarsi le maniche. Smetterla di urlare solo ai fascisti e guardare il proprio ombelico e le proprie divisioni e proporre all'elettorato una nuova idea di futuro. Bisogna secondo me insistere e convincere con proposte concrete sui salari, sulla casa come bene primario, sulla sanità pubblica, sul rilancio della scuola, sulla transizione ecologica fornita di un protezione del lavoro durante il periodo di transizione (la transizione ecologica non può essere pagata solo da chi ha meno). In Italia, in specifico, la coalizione di centro sinistra deve smettere di presentarsi come coloro che amministrano l'inevitabile declino, di chiedere voti solo per impedire il peggio, di apparire conservatrice e burocratica - e divisa, e magari iniziare ad occuparsi del paese invece che delle proprie beghe interne (oggi, ennesimo convegno dei c.d. "moderati" del PD teso ad attaccare la segretaria - con i problemi che abbiamo, sembra che il punto cruciale siano le primarie ed Elly Schlein da attaccare o difendere - nessun pudore o spirito di vergogna..). I fascisti vanno sicuramente chiamati con il loro nome, ma per batterli non bisogna abbandonare gli elettori al loro richiamo velenoso, alle sirene fasulle, e bisogna tornare a fare un'autentica politica popolare.
La destra "moderata" inoltre, viene tentata dalle sirene dell'imitazione e rincorsa degli estremismi, di cui adotta parole e ossessioni, incitando a guerre culturali, rasentando e a volte superando il ridicolo. Credo sarebbe necessario che i conservatori rimangano conservatori, ma dentro un perimetro entro cui si svolge il conflitto politico e che un tempo sembrava chiaro e condiviso: la Costituzione, l'indipendenza dei poteri terzi, la stampa libera, la memoria storica, i diritti delle minoranze.
Tutto questo sta accadendo? no, non mi sembra. Può accadere? sì. Sperare si deve.
(PS. piccola riflessione a latere. Mi sembra che i post-nazisti, post-fascisti riescano a comunicare energia, forza, orgoglio per il futuro, mentre i progressisti elencano soprattutto vincoli, serietà e impossibilità. Le promesse di AfD e camerati assortiti sono ovviamente fasulle, prive di qualsiasi concretezza e richiamo alla realtà, ma ho paura che una speranza sia pur falsa sia più attrattiva di un proposta politica che ne è priva)
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