Oggi intervista di Giorgia Meloni al New York Times e tra le altre interessanti cose di cui ha parlato (in primis la sua storia d’amore ormai naufragata con Trump - ammazza, é proprio sfortunata in amore… vincerà a carte) ha parlato di fascismo.
"Chiaramente, se guardiamo a quella storia oggi, è una cosa - ha risposto la premier, interpellata al riguardo - Se l'avessimo vista stando nel bel mezzo di quegli eventi, probabilmente l'avremmo percepita diversamente, no?".
Ho pensato a come abbia “percepito” il fascismo Gramsci mentre moriva lentamente di stenti nelle carceri fasciste o come lo avrà percepito Giacomo Matteotti mentre i fascisti spegnevano la sua giovane vita o Giovanni Amendola mentre i fascisti lo picchiavano fino a procurargli lesioni vitali o Piero Gobetti mentre i fascisti lo picchiavano a sangue e poi lo costringevano all’esilio o i fratelli Rosselli mentre i sicari dei fascisti li assassinavano in Francia.
So inoltre per certo come “percepiva” il fascismo la mia nonna, donna semplice che mi raccontava, molti anni dop,o della paura che aveva dei fascisti quando venivano a casa a portare via il suo babbo, socialista, e di come il terrore guidasse i suoi passi quando espletava il compito molto importante che le aveva affidato il babbo di andare a nascondere nei campi una cassettina preziosa, che conteneva le tessere e i gagliardetti del partito socialista appartenenti a suo papà. "Percepiva" una paura da bambina e un odio inestinguibile (lei che non sapeva nemmeno descrivere il sentimento come odio, perché per tutta la vita aveva solo praticato amore e cura) da adulta.
Sì, avremmo percepito altri sentimenti, allora, è vero, è molto probabile.
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