lunedì 30 marzo 2026

“AGRARI” PER SEMPRE

 (Piccola premessa: in famiglia per scherzare chiamiamo “agrario” e non agronomo Roberto per sottolineare il suo essere agronomo fino al midollo)

Teatro Regio, venerdí sera. Proiezione di Novecento a cinquant’anni (CINQUANTA ANNI) dalla sua uscita. Roberto ha vicino di posto il suo vecchissimo amico, compagno di classe al liceo e agronomo anche lui.



Dopo 5 ore e 17 minuti di proiezione, incantati dalla forza e dalla bellezza del film, nella cornice regale del Teatro Regio, non possono però fare a meno di notare “Eh, l’abbiamo beccato, Bertolucci! La scena era del 25 aprile, ma ha inquadrato il mais in fiore - e il 25 aprile il mais è invece appena seminato!

“Agrari” una volta, “Agrari” per sempre,

(PS. In sequenza, altra puntata sul tema. Stamattina, facendo colazione, sommariamente cerco di spiegare a Roberto il tema dell’ultimo libro di Dan Brown - L’ultimo segreto - che sto leggendo e che riguarda l’ipotesi che la coscienza non stia dentro il cervello, ma fuori in una sorta di coscienza universale che ci circonda e che il cervello altro non sia che il ricevente di questa coscienza. Uno degli elementi fondamentali di questa ipotesi - nel libro molto più articolata - riguarda il GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello, adibito a tenere bassa l’eccitabilità dei neuroni, impedendo al cervello di sovracaricarsi e andare in tilt per troppi stimoli. 

Appena cito il GABA, Roberto si illumina “Ah, ecco perché! Questo libro lo starà leggendo l’Ilaria! “- una delle sue collaboratrici. “Perché l’altro giorno alla macchinetta del caffè ho sentito che parlavano del GABA e allora ho spiegato che ce ne sono grandi quantità presenti nello strato aleuronico, cioè il rivestimento più interno della crusca dei cereali e infatti avevamo con il mio amico G. un progetto per estrarlo”. Mi guarda “Pensavo si riferissero a quello”

“Agrari” per sempre. Appunto)

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