giovedì 28 agosto 2014

VACANZE IN ISLANDA - l'itinerario

È il momento di cominciare a postare qualcosa sulle vacanze d'Islanda. Non è possibile scrivere del viaggio dell'anima, non sono abbastanza brava e dedicata, però posso parlarne un po' e contribuire con un po' di foto. Alcune foto credo siano davvero belle. Ci metterò un po' a finire, ma non c'è fretta,  l'autunno e l'inverno sono lì con le loro sere da riempire - adesso invece c'è molto più da fare.
Intanto, con i miei scarsi mezzi grafici ed informatici, ho cercato di ricostruire l'itinerario.



venerdì 22 agosto 2014

CITAZIONE: facile a dirsi, ma non a farsi

  • “Il problema politico dell’umanità consiste nel mettere insieme tre elementi:
    l’efficienza economica, la giustizia sociale e la libertà individuale.
    Alla prima, sono necessari senso critico, prudenza e conoscenza tecnica.
    Alla seconda, spirito altruistico, entusiasmo e amore per l’uomo comune.
    Al terza, tolleranza, ampiezza di vedute, apprezzamento dei valori della varietà e dell’indipendenza che preferisce soprattutto dare una chance all’elemento eccezionale e ambizioso.”
    John Maynard Keynes, 1926

    Niente da aggiungere, non è nemmeno facile a dirsi, con questa sintesi cosí lucida. A farsi, poi....

    Poi bisogna fare un bagno di realtà sul proprio senso critico, sulla durata e tenuta dell'entusiasmo, su che cosa è veramente "l'uomo comune" rispetto alla complessità e sui drive dell'elemento eccezionale e ambizioso. Sarebbe bello però tentare, almeno.

Cosa succede: il machismo violento e disperato dei deboli

Molto interessante sulla "Repubblica" di ieri il parallelo che fa Adriano Sofri con i "veri uomini", col machismo dei deboli che con la violenza mascherano la propria impotenza. Qui, armati, fanno i terroristi - nella vita di ogni giorno i bulletti, i membri del branco, i violentatori di donne e bambine, i perdenti del dolore e della sofferenza. Ogni giorno dobbiamo ancora purtroppo fare i conti con loro e se li rifuggiamo come madri, amiche, sorelle, sappiamo per certo, e con dolore, che qualcuna ne è madre e non ha saputo o potuto proteggerli dalla loro parte di "veri" uomini, che non ha saputo o potuto insegnare loro i sentimenti.
Mi unisco al dolore collettivo per le loro vittime e al dolore e al rimprovero per le loro madri, anche loro vittime e carnefici.

sabato 16 agosto 2014

In morte di Robin Williams

Un piccolo ricordo perchè mi ha fatto ridere e anche un po' pensare e perchè chi è capace di essere cosí empatico con i semplici deve avere un gran cuore - e deve essergli ovviamente ardua la dura vita di ogni giorno

http://www.deejay.it/news/koko-piange-per-robin-williams-la-gorilla-e-lattore/394806/?ref=HREC1-3

domenica 10 agosto 2014

venerdì 8 agosto 2014

E miglia da percorrere

…E MIGLIA DA PERCORRERE
Il mio cavallo trova forse strano
che io sosti ove non c’è casa all’intorno,
tra i boschi e il lago coperti di ghiaccio
nella sera più buia dell’anno.
Fa tinnire i sonagli delle briglie,
quasi a chiedermi se sto sbagliando.
Non c’è altro suono, fuori del fruscio
del vento lieve e dei fiocchi che cadono.
Profondi e scuri sono i boschi e belli,
ma ho promesse da mantenere
e miglia da percorrere, prima di dormire,
e miglia da percorrere, prima di dormire.
Robert Frost (1874-1963)


Ma per andare dove? Ho forse smarrito la direzione?

Ancora l'indifferenza

Antonio Gramsci (1891-1937)

L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Antonio Gramsci