sabato 25 ottobre 2025

FAMIGLIE NUMEROSE

 Ieri mattina, venerdí, mi sveglio (ore 7, prima del solito) con un pensiero in testa: c’è da mettere fuori la plastica e il vetro.. Il venerdí c’è la raccolta porta a porta (martedì carta -ogni quindici giorni - e indifferenziato. C’è anche l’organico, ma noi non lo conferiamo perché abbiamo la nostra piccola “massa”). Ma dannazione, il venerdì è un problema, perché da alcuni mesi arrivano così presto (Roberto, che è spesso sveglio, dice anche alle 5:30) che in effetti bisogna mettere fuori i contenitori  la sera prima - ci ricordiamo quasi sempre, ma stavolta no. Mettiamo fuori lo stesso, ma constatiamo in seguito che erano già passati. Queste dimenticanze mi fanno infuriare e mentre faccio colazione con Roberto brontolo e mi lamento, fino a sbottare: “Ma insomma, in due non ne mettiamo insieme neanche uno intero! Adesso capisco qual era il senso delle famiglie numerose, quando sei in tanti magari uno si ricorda,”. Chissà perché mi è venuto questo pensiero, del tutto inaspettato e mai formulato nemmeno in me stessa. Roberto infatti mi guarda perplesso e biascica un “Sì, in effetti, magari…”

Stamattina, sabato, usciamo per andare al Festival di Passato Presente e all’inaugurazione della bottega del Piccolo Stuard a Parma. Salgo in macchina con la giacca a vento (leggera, la giornata era magnifica!) e Roberto inizia la sua solita manfrina da cane da pastore irredimibile “ma come fai a salire in macchina con la giacca a vento, ma non hai caldo? …. E poi dopo ti viene freddo quando scendi… e bla.. bla.. bla.. Dopo un po’ sono sbottata “Adesso mi ricordo perché le famiglie numerose non le vogliamo più: pensa se dovessi sopportare non solo te, ma tanti altri rompicoglioni come te!”.

E niente, non se ne viene a capo.

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